L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

mercoledì, 23 ottobre 2019

Simone Livi: "Sul piano regionale sanitario bisogna razzolare bene oltre che predicare"

"In merito all'applicazione del Piano Regionale sulla sanità esprimo profonda preoccupazione per gli effetti che lo stesso avrà nel territorio maceratese e nella fattispecie nell'entroterra di questa Provincia - scrive Simone Livi, già assessore provinciale. Nel caso specifico intendo intervenire sulla questione che riguarda le RSA di Sarnano e San Ginesio anche alla luce dell'assemblea dei lavoratori che si è tenuta l'atro ieri. C'è il forte rischio che la struttura di Sarnano venga chiusa a partire dal mese di febbraio, così come previsto dal Piano in questione, anche se onestamente non ci sono i tempi tecnici necessari al completamento di tale operazione. Con questa chiusura non solo si causerebbe un forte disagio ai 12 lavoratori della Residenza sarnanese che dovranno quindi andare a coprire carenze di organico esistenti nella zona territoriale maceratese senza certezze future, ma si prospetterebbe inoltre un gravissimo disagio per i residenti della zona che assisteranno alla soppressione di un servizio di vitale importanza, in un territorio che vede la presenza di moltissime persone anziane già penalizzate orograficamente e dalla carenza di infrastrutture adeguate. Sono convinto che la Regione non possa perpetrare una politica di contenimento della spesa pubblica cancellando servizi fondamentali quali sono quelli inerenti il servizio sanitario o socio – sanitario, andando così a colpire i numerosissimi cittadini bisognosi e cioè le categorie più deboli. La politica del rigore deve essere attuata laddove vi sono margini di manovra contro quegli sprechi a cui continuiamo ad assistere da anni e che sono costati ai cittadini marchigiani milioni e milioni di euro. L'entroterra maceratese non può sopportare l'ennesimo duro colpo inflitto dalla Giunta Regionale ed ha pienamente ragione chi dice che i rappresentanti e le forze politiche non possono rimanere in silenzio ma devono fermare questo smembramento di servizi vitali per le famiglie, formulando proposte alternative che garantiscano uno standard qualitativo dignitoso. Non possono esistere nella stessa Regione cittadini di seria A e cittadini di serie B! L'auspicio è che al piano di riordino vengano apportate quelle modifiche necessarie a ristabilire una pari dignità tra le varie zone regionali. Prima di tutto mi auguro che venga sospesa la delibera di Giunta della regione del 17 gennaio scorso in cui sono stati definiti i tagli in questione. Bisogna razzolare bene, oltre che predicare!"

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