L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

mercoledì, 23 ottobre 2019

Infiltrazioni mafiose nelle Marche, Agostinelli promette battaglia

di Chiara Marinelli
MARCHE – Infiltrazioni mafiose e criminalità organizzata nelle Marche.

L'allarme, lanciato nelle scorse settimane dal procuratore generale Vincenzo Macrì, è stato raccolto da una deputata del Movimento 5 Stelle, la jesina Donatella Agostinelli, prima firmataria dell'interrogazione parlamentare presentata tre giorni fa al Ministero dell'interno. A fornire dati poco rassicuranti sulla situazione marchigiana è la stessa deputata: “In dieci anni, tra il 2001 e il 2010, i reati denunciati dai marchigiani alle forze dell'ordine sono passati da 36.327 a 54.119 con un incremento del 49 per cento: una percentuale doppia rispetto al tasso di crescita dei reati in Italia che è pari al 21,1 per cento (fonte sito CNA); in questo contesto – si legge nel testo dell'interrogazione – i reati riconducibili in qualche modo a forme di criminalità organizzata sfiorano i 500 episodi ogni anno, con una media di 30 reati ogni 100 mila abitanti (fonte sito CNA)”.

Vista la vocazione imprenditoriale delle Marche, desta particolare preoccupazione il “fenomeno della mafia che si fa impresa”. Nel mirino finiscono anche le grandi opere pubbliche: la Agostinelli, citando alcune dichiarazioni del dottor Macrì concentra l'attenzione sugli appalti per l'ampliamento dell'Autostrada 14 e su quelli per la realizzazione del “Quadrilatero” Marche-Umbria. “Le dichiarazioni del procuratore Macrì – continua la Agostinelli – , confermano, in generale, la necessità di monitoraggio attento nelle procedure di appalto che, come è noto, fanno capo principalmente agli enti locali (a seconda dei progetti: Comuni, Province, Regioni). Per tale ragione, credo sia opportuno e necessario interessare le autorità competenti (Magistratura, DIA, Prefettura, ecc...) anche al fine di individuare possibili rapporti collusivi ed eventuali soggetti all'interno degli enti locali marchigiani (amministratori o funzionari) direttamente o indirettamente ricollegabili a organizzazioni criminali di stampo mafioso o ad aziende della regione o extra regionali implicate in indagini per criminalità organizzata”. Un problema da non sottovalutare. “È necessario monitorare operazioni tipicamente a rischio di infiltrazioni mafiose,cioè operazioni nelle quali sono in ballo miliardi di euro pubblici che, quindi, fanno gola alle organizzazioni criminali. Si tratta dei settori quali quello delle grandi opere, della movimentazione terre, dello smaltimento rifiuti, dell'energia, dell'insediamento di industrie fortemente insalubri”. L'interrogazione si conclude con una serie di richieste atte a prevenire l'infiltrazione mafiosa nel nostro territorio. “Risultano per le Marche segnalazioni o indagini da parte della DIA? Risultano interdittive antimafia emesse dalle prefetture della regione Marche e, in caso affermativo, nei confronti di quali società e/o imprese?”

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