L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

lunedì, 14 ottobre 2019

Controlli a tappeto nelle Marche sugli O.G.M

MARCHE – Scattano i controlli del Nucleo operativo per la prevenzione e l’intervento in materia di Organismi Geneticamente Modificati (O.G.M.) in adempimento alla normativa nazionale e regionale, che prevede uno specifico piano al quale il Corpo forestale dello Stato partecipa con tutte le Stazioni territoriali presenti nella Regione Marche.

La coltivazione di Organismi Geneticamente Modificati è vietata dalla normativa nazionale, se non autorizzati mediante apposita iscrizione nel “Registro nazionale delle varietà vegetali geneticamente modificate” e coltivati separando accuratamente le filiere, garantendo il principio di coesistenza tra colture biologiche, convenzionali e transgeniche. In Italia le Regioni hanno la competenza di adottare le misure di coesistenza tra i diversi tipi di colture e tale possibilità non è stata ancora utilizzata da alcuna Regione. Le Marche, sulla base di coerenti analisi tecniche ed economiche, hanno scelto un approccio favorevole alla salvaguardia delle produzioni tipiche di qualità e biologiche; un approccio non ideologico, già normato con la legge regionale n. 5 del 2004, che vieta la coltivazione degli OGM sull’intero territorio regionale, e che continua a perseguire, attraverso la divulgazione del marchio QM (Qualità garantita dalle Marche), la salvaguardia dei prodotti di qualità regionali.

Il Corpo forestale dello Stato, in qualità di Forza di Polizia specializzata nella tutela delle risorse agro-alimentari e ambientali, è chiamato dalle vigenti normative ad effettuare i controlli, attraverso il campionamento dei lotti di sementi di mais e soia, sospetti dal punto di vista commerciale, in quanto privi delle certificazioni OGM Free

. Importante risulta la collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, al quale vengono conferiti i campioni di sementi per le analisi di prima istanza. L’azione del Corpo forestale dello Stato è incentrata sulla convinzione che prevenzione e repressione debbano coesistere sinergicamente, per ottimizzare il valore aggiunto del sistema agroalimentare marchigiano, ricco di produzioni agricole tradizionali di elevata qualità, importanti sia dal punto di vista ambientale che economico, in quanto contribuiscono a rappresentare il made in Italy in ambito internazionale.

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