L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

mercoledì, 23 ottobre 2019

Rc Auto infiamma la politica. Ritocchi ad Ancona e Pesaro. Nessun aumento a Fermo

L'aliquota Rc Auto infiamma il dibattito. Mentre le Province di Ancona e Pesaro decidono di aumentarla, a Fermo, il Presidente Fabrizio Cesetti e l'Assessore al Bilancio Renzo Offidani proporranno di condividere la scelta di non aumentare l'aliquota della tassa dovuta dagli automobilisti sui premi per le assicurazioni degli autoveicoli. PROVINCIA DI PESARO. Passa la delibera di giunta con 19 voti favorevoli. Molto compatta, dunque, la maggioranza e astensione dell’Udc (voto contrario di Pdl e Lega). Per l’assessore Renato Claudio Minardi, la scelta del ritocco (dal 12.5 per cento al 16 per cento) è dolorosa ma inevitabile: «Tutte le Province si trovano nella stessa condizione, indipendentemente dal colore politico. Con i tagli della Finanziaria gli enti locali sono in ginocchio. Ci saremmo aspettati la tenuta dei conti pubblici a livello centrale, ma il debito pubblico lievita a dismisura. Noi facciamo sacrifici, mentre i flussi di spesa, da Roma, vanno avanti come prima». Minardi ripercorre la linea dell’amministrazione («Sobrietà, rigore, risparmi»), poi cita «il lavoro sul fronte misure anticrisi e lotta all’evasione fiscale». Infine: «La misura è stata presa malvolentieri. E’ figlia di un federalismo che allo stato attuale non porta soluzioni. Prima bisognava fare la riforma dello Stato. Se arriveranno nuove entrate, anche con il piano delle alienazioni, ci saranno risposte maggiori sulla manutenzione di strade e scuole. C’è la necessità di mettere al riparo il nostro bilancio dai rischi, perchè è uno strumento di lavoro, programmazione e intervento. Abbiamo cercato in tutti i modi di evitare l’aumento, ma non potevamo fare diversamente». Critica la minoranza. Il capogruppo Pdl Antonio Baldelli legge l’ordine del giorno dell’opposizione con la richiesta di revoca della delibera (poi bocciato, con l’astensione dell’Udc), aggiungendo: «Cominciamo a dare noi il buon esempio prima di aumentare le aliquote: riduciamo del 30 per cento indennità e gettoni di presenza». Franca Foronchi (Pd): «Aumentare le tasse non piace a nessuno. La scelta dolorosa nasce dalla consap

PROVINCIA DI FERMO "Siamo convinti che, pur nella gravità della situazione finanziaria in cui siamo costretti ad operare - affermano Cesetti e Offidani -, non si possano chiedere ulteriori sacrifici alle famiglie ed ai cittadini di questo territorio, già duramente provati dalla crisi. In perfetta sintonia con tutta la Giunta, chiederemo quindi al Consiglio provinciale di condividere la scelta di non procedere a detto aumento”. Cesetti e Offidani sottolineano come, già nel 2011, l'attività amministrativa risulti fortemente condizionata dai tagli ai trasferimenti statali da parte del Governo, dalla conseguente contrazione di quelli regionali, dalla crisi delle vendite del settore automobilistico, dal minor consumo di energia elettrica e dalle spese connesse ai danni dell'alluvione del marzo scorso, una situazione che non vede ancora alcun fondo stanziato da parte dello Stato e della Regione. "Il mantenimento dell'aliquota attuale - concludono - comporterà ovviamente un taglio della spesa corrente, con ripercussioni su alcuni servizi di competenza dell'Ente provinciale. Un sacrificio necessario, che cercheremo però di attenuare proseguendo con le stesse modalità che hanno caratterizzato fino ad oggi la nostra azione, ovvero un uso quanto mai accorto e parsimonioso delle risorse disponibili”.

PROVINCIA DI ANCONA "È dallo scorso anno, appena varata la manovra del governo centrale -  spiega la Presidente Casagrande - che il nostro ente si pone in prima linea per denunciare i gravi tagli ai trasferimenti statali verso comuni, province e regioni contenuti nella legge 78 e le distorsioni di un federalismo che, anziché valorizzare le forme di autogoverno, mira a scaricare sugli enti locali i costi dell'iniqua politica sociale ed economica del governo stesso. È sorprendente, invece, che sia proprio una parte di Rifondazione comunista, la stessa che ha condiviso le nostre scelte amministrative, a cadere in questa trappola costruita ad arte dal governo per colpire le fasce di popolazione più deboli, senza nemmeno assumersene la responsabilità". Così la presidente della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande, sull'aumento del 3% dell'aliquota sulla Rc auto. "La nostra è stata una scelta di responsabilità - prosegue la Casagrande - e rispettosa del ruolo istituzionale che siamo chiamati a svolgere. Abbiamo voluto evitare che, dopo anni di virtuosismo amministrativo, il nostro ente sforasse il patto di stabilità mettendo a rischio i futuri equilibri di bilancio. Infatti, queste nuove risorse serviranno per garantire i pagamenti ai fornitori, evitando così di mettere in difficoltà le aziende del territorio, e andranno a sostegno di investimenti riguardanti la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici, che come noto, costituiscono uno dei punti qualificanti del nostro mandato".

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