L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

lunedì, 14 ottobre 2019

Marche. Via libera alla riforma sanitaria. Botta e risposta tra Marinelli e Comi

La V Commissione, Sanità Servizi sociali, ha approvato oggi (21 luglio) in tempi record la proposta di legge di riordino del Sistema sanitario regionale, la legge più importante del settore di questa legislatura. “Credo – ha detto il Presidente della Commissione Francesco Comi – che in un momento così difficile, in cui a rischio è la sopravvivenza del sistema pubblico sanitario, la politica e il Consiglio regionale, dovessero dare un segnale chiaro e netto di tempestività e rigore.” La legge, che è stata approvata a maggioranza con i voti contrari dell’opposizione, giungerà martedì, dopo solo una settimana dalla presentazione, in Aula per l’approvazione definitiva. Le modifiche più sostanziali riguardano una radicale semplificazione dell’apparto burocratico amministrativo dell’ASUR. Le Zone dall’attuali 13 diventano 5 e coincidono sostanzialmente con i confini delle cinque Province marchigiane ad eccezione dei Comuni di Cingoli e Apiro, che saranno in Ancona e Amandala ad Ascoli Piceno. Questo sta a significare che degli attuali tredici Direttori si passerà a soli cinque, individuati dalla Giunta regionale su proposta del Direttore dell’ASUR. Inoltre significa che della attuali tredici sedi amministrative si arriverà gradualmente a cinque. Viene anche ridotto il numero dei Distretti e degli Ambiti che coincideranno territorialmente e passeranno dagli attuali 23 a 13. I Distretti, le cui prerogative aumenteranno, saranno i titolari dell’integrazione socio-sanitaria. Gli Ambiti (la cui disciplina di dettaglio sarà oggetto di apposita legge di imminente produzione) rimarranno i luoghi della programmazione delle politiche sociali. Un’ulteriore significativa semplificazione riguarda i Dipartimenti che avranno dimensione di Area vasta e non più di Zona. Saranno introdotti luoghi di consultazione e confronto con i territori attraverso la Conferenza dei Sindaci di Distretto e la Conferenza Socio Sanitaria di Area Vasta. “Questa coraggiosa semplificazione – ha detto Comi – non poteva essere ulteriormente attardata. essa libererà risorse utili da dedicare al personale e alle prestazioni socio sanitarie. Lunedì 25 incontreremo le organizzazioni sindacali che da tempo sollecitavano questa riorganizzazione.” La legge di riordino consentirà ora di approvare entro settembre il nuovo Piano Socio Sanitario con una architettura costituzionale semplificata e quindi con più risorse da destinare ai servizi.

 

Marinelli non la pensa propri così. “Una Regione in pieno marasma sanitario”. Parola del medico e portavoce del Centrodestra in Regione, Erminio Marinelli. “Le Marche di Spacca e Mezzolani – afferma -, le stesse che hanno inaugurato questa Legislatura col disastro CUP, oggi sono in ritardo sull'approvazione di un Piano, quello socio sanitario che ha dovuto persino cambiare titolo da 2010-2012 a 2011-2013. E mentre il 2012 è alle porte e noi abbiamo un ritardo cronico nella discussione in aula. A luglio non se n'è ancora parlato. E il Piano continuerà a non vedere la luce perché la nuova proposta di legge della Giunta dovrà essere assimilata facendolo ripartire da capo. Un passo avanti e due indietro. È tollerabile?” “Tutto questo – sottolinea -, in una situazione in cui la discussione in Aula è stata bipassata e dopo una campagna elettorale, quella 2011, in cui la sinistra ha promesso ovunque nessun taglio e nessun sacrificio. Lo scorso lunedì, invece, la giunta regionale ha presentato una Proposta di Legge che elimina le Zone territoriali e rafforza il ruolo delle 5 Aree Vaste ad appena otto mesi dall'ultima modifica della legge 13. Come mai non c'è una riforma organica?”. “Il taglio obbligato delle Zone Territoriali è una doppia sconfitta di Spacca” secondo Marinelli, “primo nei confronti del Centrodestra che da sempre ha promosso questa razionalizzazione mentre la sinistra non voleva ammetterne di avere negli anni moltiplicato solo le poltrone, secondo nei confronti del suo partito che non gli ha concesso di fare l'Area montana con Fabriano capoluogo”. “È giusto – prosegue -, che la sinistra dopo aver creato tutte le Zone per dissetare le brame di spartizione interne, oggi torni indietro per necessità. Serve però che Spacca e Mezzolani ammettano di aver sbagliato e di essere in ritardo”. “Il PD si era sempre messo di traverso a questa soluzione per volontà di spartizione e lottizzazione e, oggi, obtorto collo, non può che tagliare otto sui fedelissimi direttori”. “L'importante – aggiunge Marinelli - è che sia chiaro un fatto. Qui Governo e ticket con i quali Mezzolani cerca di coprirsi le vergogne, sono solo alibi. Non facciamoci ingannare: il ticket sui codici bianchi da 25 euro nelle Marche c'era già prima della Finanziaria, e quello da 10 euro sulle prestazioni specialistiche, che dal 2011 le Regioni possono imporre a propria discrezione, non colpirà le fasce deboli né chi è esentato e perciò manterrà l'esenzione”. “Vedo Mezzolani in confusione totale – conclude Marinelli -. Non credo si sia più ripreso dallo scandalo CUP. Conosce poco la sanità e non ha mai accettato consigli di chi come me da trentacinque anni fa il medico. Ora però è costretto ad adottare le nostre idee ed è bene che lo ammetta”.


La replica di Francesco Comi, presidente commissione regionale sanità: "Le dichiarazioni di Marinelli sono imbarazzanti, confuse e demagogiche. Il Governo con questa finanziaria, di ulteriori e iniqui tagli, tenta di demolire il modello pubblico e universale della sanità a favore di uno privato. Ci è riuscito in quasi tutto il Paese. Noi resistiamo. E lo facciamo ogni giorno con una strategia chiara, coerente, di lungo corso: concertazione, rigore nella spesa, riduzione apparato amministrativo, appropriatezza dell'offerta, specializzazione aziende, più territorio e meno ospedalizzazione. Il resto sono chiacchiere

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