L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

mercoledì, 17 luglio 2019

Crisi. L'Italia ha paura... e seppur inconsciamente si solleva il vento dell'insurrezione

Anche i marchigiani cominciano ad avere paura. Quanto sta succedendo in Italia, il crollo delle borse, famiglie in mezzo ad una strada, economia a picco, pagamenti che non girano, disoccupazione alle stelle, rimbomba, un po’ come il vento, nella quotidianità di molti. Qua e là per strada, nel web, seduti davanti ad uno dei tanti tg che accompagna milioni di italiani a tavola, seppur ancora inconsciamente e con quel pizzico di ironia, si sta sollevando un malumore che qui come in Argentina e nel resto del mondo, ha un solo ed inequivocabile nome: insurrezione.Un nome che si palleggiano amici, padre e figli, nonni e nipoti che con gli occhi di oggi provano a guardare il domani. C'è speranza, forse. Ancor più preoccupazione. Ma il fine è e deve essere uno. Mai e poi mai si dovrà arrivare a questo e forse mai ci si arriverà purchè chi oggi al potere, incanali e circoscriva una crisi che sta dimostrando di mettere in ginocchio un’intera umanità.

 

Non c’è più tempo. L’Italia deve scrivere l’ultima pagina di questa triste storia con le parole di chi, guardandosi alle spalle, può dirsi orgoglioso di appartenere a questa nazione.

Non fu così per l’Argentina, la cui tempesta si può rivivere nel Diario del Saccheggio http://www.youtube.com/watch?v=zAWivIQxuG0)...“Argentina. Ottobre 2001…Il presidente del La Rue non ascolta le richieste di cambiamento. Aumenta la recessione, milioni di poveri e disoccupati. Ingente fuga di capitali. Le banche bloccano i depositi. La crisi si aggrava. 19 dicembre. Proclamazione dello stato d’assedio. Si esigono le dimissioni del Governo….e quando il paese sembrava sprofondato in uno stato di apatia, scoppia l’insurrezione. È la rivolta spontanea di quei tanti nessuno che sbattendo pentole e coperchi scendono in piazza e occupano la città delle banche e delle istituzioni…”.

E non fu così per molti altri paesi. Per l’Italia può e deve essere diverso.

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