L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

martedì, 12 novembre 2019

“Manifestazione delle cento città” per evitare il collasso della Giustizia. A rischio molti tribunali

Anche domani, su iniziativa dell’OUA, L’Organismo Unitario dell’avvocatura ed in contemporanea in oltre cento città italiane – tra le quali anche Macerata, Ascoli, Fermo, Ancona e Pesaro - è previsto lo svolgimento di assemblee ed altre iniziative di informazione alla presenza dell’Avvocatura, della Magistratura, della Deputazione nazionale e regionale, dei Sindaci e dei Presidenti dei Consigli Comunali, delle altre Istituzioni, delle Forze dell’Ordine, dei dipendenti degli Uffici Giudiziari e di altri uffici pubblici, delle Forze politiche, imprenditoriali e sindacali e dei cittadini. Durante l’estate il Governo ed il Parlamento hanno infatti adottato una serie di provvedimenti che incidono pesantemente sull’organizzazione del settore Giustizia e sulle attività di magistrati, avvocati ed utenti della giurisdizione. Un provvedimento che ha un impatto immediato sui territori riguarda la soppressione di piccoli Tribunali, delle sezioni distaccate dei Tribunali e degli Uffici del Giudice di Pace. In concreto nelle Marche sono a rischio i Tribunali di Camerino ed Urbino, una miriade di sezioni distaccate dei cinque Tribunali “provinciali”, come Civitanova, S. Elpidio a Mare, S. Benedetto (tra Ascoli, Fermo e Macerata) e Fano, Fabriano, Iesi, Osimo e Senigallia (tra Ancona e Pesaro). Gli Uffici del Giudice di Pace, dislocati in numerosi Comuni, saranno tutti soppressi e unificati nei cinque Tribunali, salvo che il Comune non chieda di mantenere l’Ufficio accollandosi tutte le spese di funzionamento. L’avvocatura non è contraria alla razionalizzazione delle circoscrizioni giudiziarie, con le necessarie soppressioni ed i necessari accorpamenti, ma chiede che si instauri un confronto tra Ministero della Giustizia e magistratura ed avvocatura dei singoli Tribunali per evitare soppressioni indiscriminate e dannose per la realtà di ciascun territorio. Ma le altre misure prese nelle manovre estive sono anche punitive nei confronti dei cittadini utenti, perché hanno aumentato i costi di accesso alla Giustizia ed hanno aumentato gli altri oneri a carico di chi ha bisogno di iniziare un giudizio per far rispettare un proprio diritto. Figurano anche norme di assoluto privilegio per alcuni Enti, quali l’Inps e l’Agenzia delle Entrate a danno dei cittadini pensionati e dei cittadini contribuenti che, nei relativi giudizi, vengono a trovarsi in condizioni difensive assolutamente subordinate. Inoltre nella manovre vi è la conferma di un graduale ma determinato indirizzo a privatizzare la Giustizia, privilegiando percorsi alternativi teoricamente giusti, come quello della media conciliazione, che però vengono messi in pratica in modo assolutamente sbagliato. L’avvocatura contesta questo modo di fare e, poiché questi provvedimenti cadono in un contesto già degradato, chiede a tutti uno sforzo comune per evitare il collasso della Giustizia.

 

 

 

I più letti

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più clicca qui Per saperne di piu'

ACCETTA
© Quotidiano online L'Indiscreto - P.I. 01737070431 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 595 - Iscrizione al Roc (Registro Operatori della Comunicazione) Direttore Responsabile: Paola Verolini Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale é coperto da Licenza Creative Commons.