L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

giovedì, 18 luglio 2019

Giornata dell'indignazione: l'adesione degli amministratori locali

"Sottoscriviamo convintamente, come amministratori locali, assessori e consiglieri comunale delle Marche, l'appello alla Giornata europea dell'Indignazione del prossimo 15 ottobre". Parole di Gilberto Maiolatesi, Assessore alle Politiche Ambientali nel comune di Jesi (An), Enzo Valentini, assessore all'Ambiente, Attività economiche nel comune di Macerata, Ilaria Fava, assessore alla Cultura nel comune di Morro d'Alba (An), Gabriella Ciarlantini, consigliere comunale Macerata, Emanuele Rossi, consigliere comunale Fabriano (An). "Aderiamo - dicono -  perchè crediamo che oggi, al tempo di una crisi economica, sociale e politica mondiale, difficilmente reversibile, sia giunto il momento di denunciare con forza questo modello di sviluppo ingiusto e fallimentare, governato da BCE e FMI, e di impegnarsi, senza delegare a governi e banche, nella realizzazione di un modello sociale fondato sulla giustizia, l’uguaglianza e la sostenibilità ambientale. La crisi ci offre una grande possibilità perchè impone a tutta l’Europa un ripensamento complessivo del sistema economico. Ci offre la possibilità di superare l’idea che la finanza possa governare in via esclusiva l’economia, che il benessere di un paese debba coincidere con l’andamento del Pil, che il welfare sia solo una pesante voce di spesa e la privatizzazione dei servizi essenziali sia la cura di tutti i mali. Alla creazione di un modello sociale e di sviluppo alternativi a quelli imposti dalla crisi e dalla manovra finanziaria in Italia ci sollecitano per primi i cittadini e i movimenti che hanno dato vita, nella passata stagione, ad un'opposizione sociale di grande unità, a cui noi amministratori, a partire dai Comuni e dai territori, intendiamo fare riferimento per poter praticare processi reali di cambiamento. Dalla manifestazione della Fiom del dicembre 2010, passando per la mobilitazione studentesca contro la riforma Gemini e la vittoria ai referendum sui servizi pubblici locali e l'acqua, fino alla Giornata dell'Indignazione: queste mobilitazioni ci parlano di di diritti e di dignità e ci mostrano chiaramente quanto le istituzioni da sole non riescano più ad avvertire le istanze della società, e di quanto invece sia necessario inventare un nuovo modo di fare politica, di fare economia, cultura e socialità, in un percorso che deve procedere unitariamente tra movimenti e tra quella parte della politica che, nelle istituzioni, ricerca percorsi reali di cambiamento. Aderiamo perchè era concepibile un’altra manovra finanziaria che rispondesse ai canoni di giustizia, di eguaglianza e di sostenibilità ambientale, che tenesse conto degli sprechi militari, della tassazione alle grandi rendite, della lotta all'evasione fiscale e ai costi della politica, ma che invece si è concentrata sui redditi da lavoro, sulla compressione dei diritti dei lavoratori, sui tagli agli enti locali, ai servizi pubblici e al welfare. Sottoscriviamo l'appello alla Giornata europea dell'Indignazione perchè il 15 ottobre sia solo la prima delle tappe verso la costruzione di un “altro mondo possibile”.

Pellegrinaggio

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