L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

venerdì, 22 novembre 2019

I Vincisgrassi, ecco il nostro "Succo di Marca". Prima assoluta il 3 marzo

E' prevista per i primi di marzo l’uscita nei cinema del primo lungometraggio de I Vincisgrassi, Succo di Marca, commedia scanzonata e divertente, tutta marchigiana. Maurizio Serafini e Luciano Monceri, ormai storici componenti del gruppo, presentano l’essenza marchigiana del nuovo millennio in un’opera di traslazione al cinema della realtà sociale, attraverso molteplici esilaranti episodi che oscillano continuamente tra il comico e il surreale. Traendo ispirazione da un’opera di Guido Piovene del 1957, Viaggio In Italia, il film racconta la nostra regione attraverso lo sguardo ironico e disincantato di uno scrittore che si trova a visitarla dopo cinquant’anni. Per saperne di più, abbiamo incontrato Maurizio (M) e Luciano (L).

Partiamo con i Vincisgrassi. Siete sulle scene dal 1993 e a Macerata siete considerati praticamente parte del patrimonio culturale, quando avete iniziato vi aspettavate questo successo? L.“ Io e Maurizio ci conoscevamo già da tempo quando abbiamo deciso di incidere la nostra prima musicassetta intitolata “Sinti che botta”, per raccogliere pezzi che avevamo creato in maniera molto goliardica. Mentre giravamo in cerca di sponsor per finanziare la produzione, ci siamo accorti che ancora prima di incidere il disco c’era già la cassetta duplicata e la gente stava già ascoltando le nostre canzoni. Una volta, sempre prima della stampa, ci è capitato di sentire “Macerata Posse” uscire a tutto volume da una macchina parcheggiata in Piazza San Giovanni. E’ stato un decreto popolare, sancito dai maceratesi in particolare, da lì abbiamo capito che quello che facevamo poteva piacere".

E’ così che è nato il fenomeno musicale? M: I Vincisgrassi nascono da un’osservazione, da testi goliardici e giocosi, alle spalle c’è anche una certa preparazione musicale che magari non emerge appieno nei Vincisgrassi, ma chi ci conosce sa che suoniamo anche nei Mortimer MC Grave e negli Ogam. Ciò a dimostrazione che la musica è un linguaggio che ci appartiene e ci piace portare avanti, anche nell’organizzazione di manifestazioni come MonteLago e “il Bellente e il Brigante” ad Appignano. Questo perché la goliardia non significa solo disimpegno ma anche saper sdrammatizzare delle situazioni. La capacità di far collimare momenti culturali di maggiore spessore con altri più giocosi è un po’ la peculiarità di Arte Nomade, società di produzione che lavora a tutto tondo nella multimedialità, dalla creazione di siti internet all’organizzazione di eventi, alle pubblicazioni editoriali, discografiche e adesso anche cinematografiche".

So che avete ricevuto anche dei riconoscimenti… L: Addirittura… M: Si è vero, un paio di anni fa abbiamo ricevuto il premio “Creativamente”, non tanto per l’attività dei Vincisgrassi, quanto per le attività collaterali collegate a questo nostro grande Web Society, Arte Nomade. La segnalazione del premio era stata fatta per il lavoro che abbiamo realizzato su Giuseppe Tucci: la riscoperta di questo grande orientalista per cui avevamo fatto una mostra che ha girato in Italia e all’Estero"

Siete considerati studiosi e conoscitori del tessuto sociale.Vi rivedete in questa definizione? M: Antropologicamente sì, abbiamo sempre vissuto e operato in questo territorio provinciale, di cui conosciamo perfettamente i pregi e i difetti. Anche nel nostro film si riconoscono i tratti salienti del marchigiano contemporaneo, frutto dell’ incontro tra passato e modernità. L:Tutte le iniziative di Arte Nomade si rifanno al territorio, per quanto riguarda i Vincisgrassi in modo più popolare, anche con il gruppo degli Ogam abbiamo realizzato due cd, su Padre Matteo Ricci e sulle leggende dei Monti Sibillini, temi diversi ma entrambi con una radice territoriale molto forte".

Siete anche autori di fotoromanzi… L: Il fotoromanzo è nato per scherzo nel 2001, quando ci fu l’attentato alle torri gemelle noi creammo il primo numero che era “Caccia all’emiro Bim Bum Bam”. Visto il notevole successo abbiamo mantenuto un appuntamento annuale a Natale, con un numero che prendeva di mira le grandi opere cinematografiche e letterarie riviste in chiave ironica. Siamo attualmente alla decima produzione, avevamo pensato che sarebbe stata l’ultima ma non c’è niente di deciso".

Da tempo, quindi, non siete più un soggetto esclusivamente musicale. Da cosa è partita l’idea del film? M: Un anno abbiamo organizzato una stagione in un locale con uno spettacolo diverso ogni settimana in cui proiettavamo filmati di nostra realizzazione. Quindi ci siamo ritrovati con tanto di quel materiale video che si trattava di collocare e abbiamo pensato ad un lungometraggio in cui raccoglierlo. Sono episodi apparentemente indipendenti tra loro, che abbiamo potuto collegare seguendo la traccia di questo scrittore veneto, Guido Piovene, che aveva scritto un bel trattato sui marchigiani e sulle Marche nel suo libro “Viaggio in Italia”. Abbiamo immaginato che questo stesso autore tornasse nella nostra regione a distanza di cinquant’anni per studiarne i cambiamenti. Così, o per sentito dire o come testimone, assisterà a tutta una serie di gaffes e situazioni comiche che diventano la traccia portante del film. L: Operiamo sempre nel campo multimediale, dalla musica all’ editoria, il cinema ci mancava… così abbiamo deciso di inoltrarci anche in questo ambito. Lavorando abbiamo scoperto molte cose che metteremo a frutto nel secondo film, sempre se il primo andrà bene!".

Come mai avete scelto questo titolo? L: Si spiega da solo. “Succo di Marca” come concentrato di marchigianità. Abbiamo preso l’ idea di questo brick, con dentro spremuti i marchigiani, un concentrato espresso della nostra realtà".

Senza svelarci troppo, cosa deve aspettarsi chi verrà al cinema? M: In quanto conoscitori del territorio non raccontiamo favole, ma una realtà nuda e cruda. Non è un’operazione di fantasia ma una documentazione. Il film rappresenta la marchigianità vista dai marchigiani. Avere un atteggiamento critico e divertito verso la realtà che ci circonda è stata sempre l’arma vincente dei Vincisgrassi e spero lo sia anche di questo film".

Dietro una comicità così schietta si vuole celare una critica alla società moderna? L: Diciamo di si. I Vincisgrassi hanno due facce: una più popolare che viene sempre ben accettata, e l’altra, inevitabile quando si affrontano certi temi con spirito ironico e satirico, che si ribella e si discosta elegantemente, e a volte meno elegantemente, da tutto ciò che ci circonda. Quello che noi immaginiamo trova sempre riscontro nella realtà, anche se noi la forziamo, tutto ciò che cantiamo o mostriamo ha sempre una base chiara e forte di verità. M: La cosa più importante che fanno i Vincisgrassi è la sintesi, a volte bastano due parole messe insieme per aprire uno squarcio e far capire una situazione paradossale, che è quella in cui viviamo, ricca di contrasti tra ciò che si dice, ciò che si fa, ciò che si vuole rappresentare e quello che si è. Questa contraddizione è il gap in cui si inserisce la nostra satira, con kitcherie e gaffes in cui i Vincisgrassi ‘sguazzano’ e amano tuffarsi"

Avete realizzato il film a costi molto contenuti e ho letto che comunque non avreste voluto spendere di più… L: Non avremmo potuto spendere di più! Adesso stanno arrivando le spese di produzione, il master, la promozione, i manifesti, e noi, come in tutte le cose che facciamo, andiamo a chiedere poco a testa, il biglietto al cinema appunto, per poter rientrare di queste poche spese. Il film è etichettato come community film, perché non abbiamo pagato nessun attore, sono tutti amici, circa 200, che hanno partecipato a titolo gratuito e crediamo che si siano divertiti. Anche per le cose più tecniche siamo stati aiutati da amici che gravitano nel mondo dello spettacolo. Questo è stato lo spirito vincente che ci ha permesso di portare avanti il progetto, altrimenti non sarebbe stato possibile. M: Per rappresentare questo tipo di film non c’era bisogno di spendere oltre. Non si è cercato di fare un capolavoro di fotografia e di tecnologia. Sono storie di tutti i giorni, è un realismo surrealista: il realismo è il tema da cui siamo partiti, surrealista è la rappresentazione che diventa esasperazione. Vuole essere un film semplice, che racconta in maniera vera e verace più direttamente possibile la storia delle Marche. Un po’ come il filmino del matrimonio, che mostra ciò che è senza recitazione, senza forzature, con la massima naturalezza, per mostrare la realtà vera dei fatti"

Per ora il film è stato vietato ai minori di quattordici anni. Pensate davvero di essere così pericolosi per un giovane spettatore? L: No. In effetti per poterlo proiettare nelle sale bisogna fare questa revisione al Centro per i beni culturali a Roma. Abbiamo fatto la domanda e in prima istanza è stato apposto questo divieto, adesso siamo in ricorso e avremo la risposta entro il venti del mese. Ci hanno detto che probabilmente verrà tolto, il contrario diventerebbe un elemento conturbante, visto quello che si trova davanti chi guarda la televisione, sarebbe una barzelletta nella barzelletta. Siamo fiduciosi, se poi non lo tolgono andremo avanti così".

Avete un pubblico molto fedele per cui non avete bisogno di presentazioni. Cosa volete dire a chi ancora non vi conosce per invitarlo al cinema? M: Possiamo dire che un buon motivo per venire al cinema è farsi quattro risate in maniera non banale e soprattutto che “Succo di Marca” è la prima produzione cinematografica marchigiana che parla delle Marche. Quindi credo che ogni marchigiano, come si sente rappresentato dalle nostre canzoni, può rivedersi anche in questa produzione video. L: Possono farsi una grassa risata, ma con meditazione. Meditate gente, meditate"

Qualcosa di pratico. Ricordateci dove e quando sarà possibile vedere “Succo di Marca”… L: Giovedì 3 Marzo anteprima assoluta per il pubblico alle 20:30 e alle 22:30 al Giometti di Porto Sant’Elpidio. Dopodichè il 4 Marzo uscirà contemporaneamente in 5 sale che sono: Porto Sant’Elpidio, Tolentino, Ancona, Jesi e Matelica. Poi dall’11 marzo sarà proiettato anche al Multiplex di Piediripa e di Fermo. Contiamo che sarà possibe vederlo anche in altre sale, tutti gli aggiornamenti li metteremo poi nel nostro sito www.succodimarca.it."

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