L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

venerdì, 19 luglio 2019

Manifatturiero. Calano produzione, fatturato e ordinativi. Drudi preoccupato: “Dato pesante”

Sistema manifatturiero marchigiano ancora in recessione. Tra luglio e ottobre, secondo la “Giuria della Congiuntura”, indagine trimestrale realizzata dal Centro Studi Unioncamere delle Marche, la produzione delle imprese industriali e artigiane della regione, è diminuita del 2,6 per cento  rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Si tratta di un dato pesante - commenta il presidente Unioncamere Marche Alberto Drudi - soprattutto in relazione al fatto che già lo scorso anno abbiamo vissuto momenti molto difficili che non vogliono passare, soprattutto per le piccole imprese dell’artigianato che hanno meno accesso ai mercati esteri e risentono più delle medie e grandi aziende del calo dei consumi interni. Per questo è sempre più necessario aiutare le piccole imprese nei processi di internazionalizzazione, innovazione e costituzione di reti d’impresa.

 

Il sistema camerale, insieme alla Regione ed alle associazioni di categoria, è fortemente impegnato su queste priorità anche per il 2012”. Non solo la produzione ma anche il fatturato (-3,4%) e gli ordinativi (-4,0%) hanno risentito, nel terzo trimestre dell’anno, della congiuntura negativa. Più contenuto il calo del fatturato estero (-2,0%) che crolla però nell’artigianato (-10,2%). Artigianato che registra anche un pesante calo di produzione (-6,9), fatturato (-6,5) e ordinativi (-8,4).

Oltre all’artigianato, a trascinare verso il basso gli indicatori economici del sistema produttivo regionale, è il settore del mobile, con una diminuzione della produzione dell’8,9 per cento e di fatturato e ordinativi rispettivamente del 7,5 e del 7,1 per cento. Male anche il comparto energetico e le imprese manifatturiere della plastica e dei settori minori, con la produzione in calo del 7,8 per cento. Cali produttivi inferiori all’1 per cento per la meccanica, gli alimentari e il tessile. In quest’ultimo caso a sostenere la produzione è il mercato estero (+10,6).

Produzione in aumento per le macchine elettriche ed elettroniche (+3,7) e le calzature (+2,0) ma in quest’ultimo caso all’aumento della produzione fa da contraltare un calo (-1,0) del fatturato. Segnale evidente che, per non perdere commesse, si è dovuto diminuire il margine di utile sul singolo capo prodotto.

La crisi del mobile si ripercuote sull’andamento dei sistemi produttivi delle singole province marchigiane, con Pesaro Urbino che denuncia un calo complessivo della produzione del 4,9 per cento. A Macerata la contrazione è del 2,6 per cento , ad Ascoli Piceno del 2,3 e ad Ancona dell’1,6 per cento. Pressoché stabili le imprese del fermano cha aumentano la produzione dello 0,1 per cento ma vedono fatturato e ordinativi diminuire del 2,3 per cento.

A conferma che sono le imprese più piccole ad essere in maggiore difficoltà, la “Giuria della Congiuntura” evidenzia come le imprese con meno di 9 dipendenti, la produzione è crollata del 9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010, con il fatturato che ha perso il 7 per cento e gli ordinativi l’8,6 per cento. Nelle aziende tra i 10 ed i 50 dipendenti, la contrazione produttiva si ferma invece al 3,1 per cento mentre a soffrire di più sono fatturato (-5,6) e ordinativi (-6,7). Nelle grandi imprese con più di 50 dipendenti, invece, tutti gli indicatori sono pressoché stabili rispetto al terzo trimestre dell’anno scorso. Per quanto riguarda le previsioni per i prossimi mesi, oltre la metà delle imprese marchigiane pensa che la produzione rimarrà stabile mentre il 25 per cento teme una diminuzione e il 23 per cento si aspetta un aumento, seppur limitato.

Ad essere più pessimisti sono gli imprenditori della meccanica con il 38 per cento che si aspetta un ulteriore calo produttivo e solo il 15 per cento vede la produzione in aumento mentre tra le imprese alimentari le percentuali si invertono. Prevale un cauto ottimismo anche nel calzaturiero, nel mobile e nell’energia. Sempre guardando al futuro, per il sistema produttivo marchigiano, le settimane di produzione assicurata sono sei ma scendono a quattro nell’artigianato ed a tre nelle imprese con meno di 9 dipendenti. Tra i settori, possono guardare lontano le industrie delle macchine elettriche ed elettroniche, con quindici settimane di produzione assicurata, mentre a star peggio sono alimentari e mobile con appena tre settimane di produzione garantita dagli ordini.

Pellegrinaggio

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