L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

lunedì, 21 ottobre 2019

Ok al bilancio regionale 2012. Spacca: "I veri sacrifici per la nostra comunità cominciano ora"

Spacca e MarcoliniLa Giunta regionale ha approvato in mattinata il bilancio di previsione per il 2012. D'ora in avanti si apriranno le consultazioni con le parti sociali, sindacali ed economiche e con gli enti locali, che poi, probabilmente già entro la fine dell'anno, passeranno la palla alla Commissione per la definitiva approvazione. Sullo scenario che si va profilando, tuttavia, pende ancora la spada di Damocle rappresentata dall'ennesima manovra - la prima del nuovo governo tecnico capitanato da Mario Monti - che dovrebbe vedere la luce di qui alla fine dell'anno, e sulla quale aleggiano a loro volta gli strali dell'Europa.

 

"I veri sacrifici per la nostra comunità cominciano adesso" ha commentato, lapidario, il governatore Spacca. "Nel prossimo triennio" infatti "avremo oltre un miliardo e 100 milioni in meno, fatta salva la manovra del governo nazionale". È lo Stato a vestire il ruolo della grande incognita nel futuro delle Marche. Citando una dichiarazione del Presidente della Commissione europea Barroso, Spacca ha voluto sottolineare come il debito pubblico italiano, che attualmente assorbe il 118% del Pil, dipenda per il 111% da spese assunte in seno allo Stato. Ciò implica, nel ragionamento del governatore Pd, che l'azione regionale, per quanto importante, non può realisticamente influire più di tanto sulla situazione generale. In parole povere, qualunque intervento sulla macchina e sulle competenze regionali avrebbe, nelle condizioni attuali, la stessa utilità di un cerotto applicato su una consistente emorragia.

Ma qual è, allora, la ricetta della Regione per le Marche? In generale, si rinnova il mantra dello sviluppo come sinonimo di crescita economica: obiettivo ideale è quello di agganciarsi alla ripresa mondiale, che dopo il 2009, "annus horribilis" nelle parole di Spacca, ha riconquistato alcuni punti percentuale senza però avere alcun effetto taumaturgico sull'economia del Belpaese. Nel dettaglio, sono cinque le priorità espresse, a tutela delle quali si adotterà una revisione della spesa storica - una "spending review" - necessaria per accumulare i fondi necessari. Al primo posto c'è la "difesa attiva del lavoro". Seguono investimenti nel campo dell'innovazione, in particolar modo tecnologica, e del cosiddetto "active ageing", azioni finalizzate a garantire liquidità, investimenti e internazionalizzazione. E poi ancora strategie tese a favorire la nuova occupazione e l'"imprenditorialità" giovanile. Infine, l'adozione di politiche sociali e l'attenzione per il welfare.

La grande sfida, in questo frangente, è per l'amministrazione marchigiana quella di riuscire a raggiungere tali obiettivi senza appesantire ulteriormente la pressione fiscale regionale, che avrebbe per certo effetti recessivi sull'intera economia della zona, e mantenendo inalterati i servizi già disponibili sul territorio. Ma l'orizzonte è ancora cupo, per via dei tagli di cui si è già fatta menzione, e che nello specifico comprendono, nell'arco del triennio 2012-2014, una drastica riduzione dei trasferimenti statali che, per quanto riguarda il capitolo sanità, è di circa 200 milioni di euro in meno, e che negli altri settori prevede diminuzioni di finanziamenti per circa 600 milioni. In percentuali, ciò significa che, complessivamente, nel giro di tre anni, i fondi che lo Stato destinerà alle Regioni saranno abbattuti per il 90%. E questo senza che vi sia traccia di una concreta applicazione di una politica economica assimilabile al tanto decantato federalismo fiscale.

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