L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

giovedì, 18 luglio 2019

"I saldi non promettono nulla di buono. Ogni famiglia spenderà 223 euro"

“Dopo il forte calo dei consumi nelle festività natalizie, le stime relative all’andamento dei saldi non lasciano sperare nulla di buono.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.  Secondo le prime indagini condotte dall’O.N.F., Osservatorio Nazionale Federconsumatori, emerge infatti che, seppure il numero delle famiglie intenzionate a comprare a saldo rimane pressoché invariato rispetto allo scorso anno (circa il 44-45%, pari a 10,8 milioni di famiglie), la spesa sarà decisamente più bassa. La spesa complessiva per i saldi, secondo le prime stime, sarà di appena 2,4 miliardi di Euro. Ogni famiglia che acquisterà a saldo, quindi, spenderà circa 223 Euro, il 19% in meno rispetto allo scorso anno quando, sempre in occasione dei saldi invernali, la spesa era stata di circa 277 Euro a famiglia. Da tali dati emerge, ancora una volta, l’urgenza di intervenire per avviare una nuova fase di sviluppo, attraverso il rilancio della domanda di mercato e degli investimenti nei settori produttivi.

LA CADUTA DEL POTERE DI ACQUISTO DELLE FAMIGLIE A REDDITO FISSO "Come denunciamo da tempo - fa sapere la Federconsumatori - , la crisi e le manovre economiche hanno colpito duramente le famiglie a reddito fisso, determinando ripercussioni gravissime sul loro potere di acquisto (con una contrazione che nel 2014, quando le manovre avranno dispiegato pienamente i loro effetti, raggiungerà il -7,6%). A pesare sui bilanci delle famiglie non vi sono solo gli effetti delle manovre, ma anche l’inaccettabile aumento di prezzi e tariffe. E’ inconcepibile come, di pari passo con la forte contrazione dei consumi, si registri una costante escalation del tasso di inflazione: +0,5% nel 2009, +1,5% nel 2010, fino ad arrivare al livello record registrato quest’anno, del +3%. Tale andamento non fa che compromettere ulteriormente la situazione delle famiglie, come emerge chiaramente dai dati diffusi oggi dall’Istat, che registrano, solo per quest’anno, una caduta della capacità di acquisto del -1,8% per le famiglie a reddito fisso, segnando un nuovo livello record della forbice tra l’aumento delle retribuzioni ed il livello di inflazione. Come ribadiamo da tempo, una diminuzione di questa entità della capacità di spesa può avere conseguenze gravissime per una famiglia. Per esemplificare l’O.N.F. ha aggiornato alla luce di tali dati le ricadute per una famiglia media (di 2,5 componenti) monoreddito: - Nel caso il reddito percepito sia di 1.500 Euro al mese la diminuzione del potere di acquisto è pari a 324 Euro l’anno. - Nel caso il reddito percepito sia di 2.000 Euro al mese la diminuzione del potere di acquisto è invece pari a 432 Euro l’anno. Tale perdita della capacità di acquisto equivale a circa un mese di spesa alimentare di una famiglia (calcolata in base ai dati Istat). O, facendo altri esempi, è come se una famiglia dovesse rinunciare alla spesa annua per il pane o per la verdura fresca (sempre sulla base dei dati Istat). Una situazione allarmante che, come ripetiamo da tempo, avrà gravi conseguenze non solo per le famiglie stesse, ma anche per l’intera economia (come dimostrato dai recenti dati sull’andamento del PIL). Per questo è indispensabile avviare al più presto nuove misure che, finalmente, puntino sul rilancio della domanda di mercato e degli investimenti nei settori innovativi. I punti di partenza necessari per avviare una vera ripresa.

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