L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

domenica, 21 luglio 2019

Ponte 150 anni dall'Unità d'Italia. Botta e risposta tra i leader di Confindustria e Idv

Botta e risposta tra Paolo Andreani, presidente di Confindustria Marche e David Favia, coordinatore Idv marche , in merito al ponte lavorativo per i 150 anni dall'Unità d'Italia. "Il 17 marzo, Festa dell'Unità d'Italia, festeggiamolo in azienda lavorando - ha detto Andreani - Molte aziende hanno la fortuna di avere una piccola ripresa produttiva, ma che va consolidata e diffusa più ampiamente a tutti i settori e a tutti i territori. Non sprechiamola, non chiudiamogli la porta in faccia, ma festeggiamo il 17 marzo in azienda, lavorando. Si puo' onorare la bandiera italiana anche all'interno degli stabilimenti, portando l'emblema della Unità d'Italia nel mondo del lavoro''.

Immediata la replica dell'Onorevole Favia (Idv). "Non è assolutamente concepibile festeggiare l’Unità d’Italia lavorando e per questo non condivido il pensiero del presidente di Confindustria Marche, Paolo Andreani. Parlare dell'accordo sottoscritto a livello nazionale tra associazioni di categoria e sindacati non ha nulla ha a che vedere con l’intenzione di riconoscere questa giornata come un evento davvero importante per il nostro Paese. Ritengo sia fortemente ingiusto richiamare i lavoratori a un senso di responsabilità senza considerare che il costo della giornata festiva potrebbe essere facilmente coperto con il fondo istituito per interventi «urgenti e indifferibili nei settori dell'istruzione e per l'organizzazione degli eventi celebrativi». Il rinnovo delle amministrazioni locali nel mese di maggio 2011, infatti, vedrà la riduzione dei membri dei consigli provinciali e comunali, con un risparmio complessivo per l'anno 2011 di 93 milioni di euro, che avverrà con una decurtazione dei trasferimenti ordinari agli enti locali di pari misura, risparmi che confluiranno in questo fondo. Quindi il concetto dell’Idv è: riduciamo i nostri stipendi e ottimizziamo i costi della burocrazia in modo da permettere alla gente di festeggiare come si deve e sentirsi parte di questo Paese. Paese che ha già perso molto del suo linguaggio condiviso e della sua storia. Dire che “si può onorare la bandiera italiana anche all'interno degli stabilimenti”, come sostiene Andreani è vero, ma non ha senso in questo contesto perché la ripresa produttiva di cui parla il presidente di Confindustria Marche non si otterrà sicuramente con un giorno in più o in meno di lavoro, ma con politiche economiche serie che questo governo non ha la volontà di attuare. A questo proposito ribadisco anche il mio forte dissenso alla risposta ottenuta ieri alla Camera dei deputati proprio in merito alla richiesta dell’Idv di poter festeggiare liberamente il 17 marzo come festa nazionale, festa dell’Unità d’Italia che proprio quest’anno compie i suoi 150 anni. Molti esponenti della maggioranza sono convinti che la ricorrenza non meriti il dovuto rispetto e la necessaria considerazione e a noi sembra vergognoso. Il governo è spaccato sul giusto riconoscimento di una data simbolo per il nostro Paese: la proclamazione del Regno d’Italia e la conseguente unità realizzata il 17 marzo 1861. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha risposto oggi che il Governo vuole realizzare una serie di iniziative per dare a questa giornata il dovuto rilievo, così come per il 2 giugno e il 4 novembre. Se a qualcuno questa risposta può sembrare sufficiente, noi dell’Idv non ci facciamo imbrogliare dai giochi di parole di questo governo che, come al solito, pensa di farci fessi con vane promesse. La realtà è che il 17 marzo, allo stato attuale delle cose, le persone dovranno andare al lavoro e i più giovani a scuola senza avere la possibilità di festeggiare in piazza Ci chiediamo quindi che senso abbia, per questo governo, stabilire che una data sia importante e vada festeggiata senza poi permettere concretamente alle persone di viverla come tale. Per noi dell’Idv i simboli sono importanti per le nazioni e festeggiare questa ricorrenza come una vera festività rappresenta un simbolo irrinunciabile, una festa che deve ricordare a tutti i cittadini italiani di appartenere ad un'unica nazione. Lo si deve alle generazioni passate e a quelle future. Tutti gli altri problemi sono scuse".

Pellegrinaggio

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