L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

sabato, 16 novembre 2019

100 MLN investiti dai giovani in campagne. Gardoni leader Coldiretti Marche

Quasi cento milioni di euro investiti in due anni, con un vero e proprio boom di progetti per realizzare laboratori di trasformazione dei prodotti e negozi aziendali e affrontare il mercato anche in tempo di crisi. E' il quadro della situazione emerso dall'assemblea delle giovani imprese agricole marchigiane della Coldiretti che all'Abbadia di Fiastra hanno nominato il loro nuovo leader. E' Maria Letizia Gardoni, 22enne di Osimo, attuale delegata della provincia di Ancona, che prende il posto del pesarese Emilio Spada. La giovane osimana produce ortaggi coi quali rifornisce i ristoranti macrobiotici. Oltre a ciò, sta portando avanti un progetto per il recupero delle erbe spontanee con l'Università Politecnica delle Marche. "Sono orgogliosa di rappresentare un'organizzazione come la Coldiretti che sta dimostrando di puntare molto sui giovani - ha spiegato la Gardoni -, giovani aperti al mercato, attivi nella società, sensibili verso il cittadino e l'ambiente, disponibili ad attuare forme di gestione cooperativa. Per questi motivi ho scelto nel 2008 di aprire un'azienda agricola, pur non provenendo da una famiglia di agricoltori". Proprio la 22enne osimana rappresenta un ottimo esempio della nuova imprenditoria agricola che non ha paura di investire. Basta guardare a quanto accaduto con l'ultimo Piano di sviluppo rurale, il programma regionale per l'agricoltura, che ha visto sinora presentare 193 progetti. Secondo elaborazioni Coldiretti su dati della Regione Marche, rispetto agli anni scorsi gli investimenti per fabbricati adibiti alla trasformazione e vendita dei prodotti (laboratori, negozi aziendali, ecc.) sono più che raddoppiati (+127 per cento) così come quelli per impianti di lavorazione (+100 per cento). Drasticamente scesi, invece, gli investimenti su trattori e altri macchinari, che fino a qualche anno fa rappresentavano il 46 per cento degli investimenti e oggi appena il 14 per cento. "Segnali evidenti che i giovani agricoltori marchigiani guardano al mercato e sono una risorsa fondamentale nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana - sottolinea Giannalberto Luzi, presidente di Coldiretti Marche -. Bisogna convincersi che il bene vero è la terra ed essere orgogliosi e soddisfatti di quel che si fa, ed è da questo che dipenderà anche il nostro reddito. A patto che si tengano ben presenti i concetti di diversificazione, multifunzionalità e mercato". "In Italia ci sono quasi centomila giovani che hanno scelto di porsi alla guida di aziende agricole e che rappresentano la componente più dinamica dell'agricoltura italiana - ha sottolineato il delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, Vittorio Sangiorgio -. E' per questo che abbiamo promosso un progetto con Creditagri per garantire un migliore accesso al credito per finanziare le idee e, più in generale, abbiamo costruito opportunità che non sono solo per i giovani ma per l'intero Paese". Non a caso, secondo una indagine della Coldiretti, le aziende agricole dei giovani possiedono, infatti, una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media (9,4 ettari rispetto alla media nazionale di 6,1), un fatturato più elevato del 75 per cento della media (18.720 euro rispetto alla media nazionale di 10.680) e il 50 per cento di occupati per azienda in più. Secondo il quadro dipinto dalle relazioni dei professori Angelo Frascarelli (Università di Perugia) e Maria Francesca Cesaroni (Università di Urbino), nelle Marche sono circa 2.300 le imprese agricole condotte da under 35, il 5 per cento del totale (49.000), ma se si guarda solo alle aziende di grandi dimensioni la percentuale di imprese guidate dai giovani sale al 25 per cento. I lavori, coordinati dal presidente di Coldiretti Macerata, Francesco Fucili, con la presenza del segretario nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, Carmelo Troccoli, sono stati aperti dallo spegnimento simbolico di centocinquanta candeline per celebrare i centocinquant'anni dell'Unità d'Italia e partecipare all'iniziativa "M'illumino di meno" per il risparmio energetico promossa dalla trasmissione di Radio2 Rai, Caterpillar. Sul palco è stata anche realizzata una bandiera italiana usando al posto dei colori cavolfiori, finocchi e mele rosse, per ricordare il ruolo svolto dal settore agricolo nella costruzione dell'identità nazionale.

 

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