L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

lunedì, 21 ottobre 2019

Giorno della memoria anche per le Marche. Tutte le inizitive

Giorno della Memoria Provincia Maceratall 27 gennaio del 1945, esattamente 67 anni fa, il destino dell’uomo si trovò improvvisamente ad un bivio: quello tra la vita e la morte. Quel labile confine, che in un prossimo futuro, sarebbe stato tristemente rappresentato da poche parole:”Arbeit Macth Frei”. Il lavoro rende liberi; con questa falsa illusione migliaia di prigionieri persero la vita nella più atroce macchina di morte mai pensata dall’essere umano. Da una parte i nazisti, dall’altra gli ebrei. Morte, disperazione e rassegnazione trovarono i carri armati russi all’ingresso del campo di Auschwitz. Da lì a poco sarebbero emersi anche Dacau, Bergen Belsen, Treblinka. Una sistematica eliminazione del “nemico”, una catena di omicidi di massa che ancora oggi lascia spazio all’incredulità. E’ per quei bambini, donne, uomini e ragazzi che il 27 gennaio si celebre il “Giorno della Memoria”. Per riaffermare un diritto alla vita, che 67 anni fa fu drammaticamente calpestato.

VITTORIO SOLLAZZI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE Il 27 gennaio, data dell'abbattimento del cancello del campo di sterminio di AUSCHWITZ, è ormai diventato un giorno simbolo, il giorno della “Memoria”, per tutta la nostra collettività. E’ nostro dovere ricordare la SHOAH - ovvero quella che lo storico Raul Hilberg ha definito “la distruzione degli ebrei d’Europa” - e tutti coloro che pur appartenenti a culture e religioni differenti, pur militando in schieramenti diversi, si sono opposti nei modi più disparati a questo immane massacro che ha provocato la morte di sei milioni di ebrei e, a rischio della propria vita, hanno cercato di proteggere tanti perseguitati e salvato innumerevoli vite umane. Un'occasione per importanti riflessioni e per promuovere nei confronti delle giovani generazioni la cultura della conoscenza e del ricordo, in un tempo come quello attuale connotato dalla “fretta di vivere il presente” dimenticando il passato e, con esso, la nostra storia e i valori fondanti della nostra democrazia. La memoria non è solo un minuto di silenzio. Questa data deve rappresentare anche l’occasione per porci nuovamente la domanda che ci ha tormentato in tutti questi anni: “Come è stato possibile che, nel cuore di una delle culle della nostra civiltà, si sia concepito uno sterminio di questa portata?”. Per capire, ci può tornare utile la riflessione della grande intellettuale ebrea Hannah Arendt che nel suo saggio “La banalità del male”, dedicato al processo ad uno dei fedeli esecutori della Shoah, Adolf Eichmann, provò a rispondere all’angosciante interrogativo, sottolineando che migliaia di tedeschi si piegarono al volere della feroce dittatura hitleriana perché “smisero di pensare”. Cioè venne loro meno la prerogativa che dovrebbe essere di ogni essere umano: la propria autonomia critica, la propria capacità di scegliere la cosa giusta. Ecco allora che il recupero di una cultura del ricordo deve costituire anche l'ispirazione del nostro agire quotidiano, trasmettendo questa grande lezione ai giovani di oggi. Ricordare la SHOAH non rappresenta un rito ma un impegno, una condanna sempre attuale di ogni forma di violenza, di razzismo, di intolleranza, che anche oggi - in molte parti del mondo - riemerge quasi a negare il sacrificio di quanti hanno lottato per la libertà e i diritti umani, nella consapevolezza che cittadini liberi e “pensanti” sono il migliore antidoto contro il ritorno dei fantasmi del passato. Questo dobbiamo aver presente quando assistiamo ad atti di violenza, alla mancanza di rispetto degli altri, del diverso, alle azioni che discriminano per ragione di razza, di genere o di credo religioso. Ciò purtroppo non è il passato, ma è il segno distintivo di ogni regime antidemocratico, della mancanza di libertà che si nasconde dietro la negazione dei diritti, anche dei più elementari. Il rispetto delle libertà individuali e collettive, non deve mai essere data per scontata, ma piuttosto alimentata con impegno e comportamenti coerenti. Con tale intento, interpretando il sentimento dell’intera Assemblea legislativa delle Marche. partecipiamo e condividiamo il valore della giornata della memoria"

Giorno della Memoria Provincia MacerataPROVINCIA MACERATA Una riflessione sul significato del Giorno della Memoria per poter costruire un futuro migliore. E’ stato questo il senso della cerimonia ufficiale che la Provincia di Macerata ha promosso per ricordare lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Organizzata congiuntamente dalla Presidenza della Giunta e dalla Presidenza del Consiglio provinciale, la cerimonia, si è svolta ieri pomeriggio nella Sala consiliare della Provincia alla presenza delle autorità civili e militari, di numerosi sindaci dei comuni maceratesi, di rappresentati del mondo dell’associazionismo, delle scuola e dell’Anpi. Un minuto di silenzio è stato osservato in memoria delle vittime dell’olocausto e di tutti coloro che, anche in tempi più recenti, sono morti in varie parti del mondo a causa dell’odio razziale. “La Shoah ha rappresentato la pagina più nera della storia e la negazione dei valori fondanti dell’umanità – ha esordito, nell’introdurre i lavori, il presidente del Consiglio provinciale, Paolo Cartechini – e questa giornata ha anche lo scopo di contribuire a generare in tutti noi gli anticorpi contro il pregiudizio, a diffondere una cultura dell’accoglienza, del rispetto delle diversità”. Ai temi legati alla celebrazione hanno fatto riferimento nei loro interventi di saluto il vice prefetto vicario, Tiziana Tombesi e il sindaco di Macerata, Romano Carancini che ha esordito recitando i bei versi delle canzone di Francesco Guccini, “Auschwitz”: “….ad Auschwitz c'era la neve / Il fumo saliva lento / Nel freddo giorno d'inverno / E adesso sono nel vento….” La vice presidente della Provincia, Paola Mariani – la quale ha portato anche il saluto del presidente Pettinari, ancora convalescente – nel suo intervento ha sottolineato come “Il ricordo di quelli orrori debba essere oggi un monito per tutti gli uomini e ci debba far riflettere sul valore della vita, sul bisogno di pace e concordia tra tutti i popoli”. A nome del Consiglio regionale delle Marche è intervenuto il consigliere Angelo Sciapichetti. E’ seguita una prolusione storica di Annalisa Cegna e Maila Pentucci, dell’Istituto storico della Resistenze e dell’età contemporanea, le quali hanno evidenziato il legame esistente tra il territorio maceratese e la Shoah. Quest’ultimo fenomeno a differenza di quello che si potrebbe pensare – hanno evidenziato le due relatrici – non è un fenomeno che è nato e si è consumato solo nel Reich tedesco. L’Italia, è stata interessata da questo avvenimento e vi ha contribuito in maniera determinante. In particolar modo, per quanto riguarda la provincia di Macerata, è l’esistenza dei campi di internamento, da cui verranno deportati ad Auschwitz e in altri campi di sterminio centinaia di ebrei, che fa sì che il nostro territorio abbia un ruolo non secondario.

GIULIO SILENZI, SEGRETARIO PD CIVITANOVA: "Sono sempre stato convinto che visitare un campo di concentramento sia un'esperienza che rimane indelebile nella memoria. E' importante non soltanto studiare la storia sui libri ma anche poter conoscere di persona, vedere con i propri occhi quei luoghi di sterminio, dove milioni di esseri umani sono stati spazzati via dalla ferocia di altri esseri umani. Gli studenti che sinora hanno fatto questa esperienza hanno raccontato la loro emozione profonda, la conquista di una consapevolezza e la responsabilità bella e tremenda di farsi testimoni a loro volta, per non dimenticare. Penso che l'iniziativa che portammo avanti in Provincia dal 2006, cioè di contribuire finanziariamente all’organizzazione di visite ad Auschiwtz di classi scolastiche intere, una per scuola, debba essere riproposta dal prossimo anno nelle scuole di Civitanova, dando così la possibilità ai giovani studenti di approfondire e vivere un'esperienza che mantiene vivo il ricordo di quella immane tragedia, perché soltanto mantenendo viva la memoria del passato si può meglio apprezzare la nostra democrazia, l'uguaglianza e la libertà.

TRANS ITALIANO DEPORTATO A DACHAU Domani (28 gennaio), alle ore 18, alla biblioteca Mozzi Borgetti proiezione del film documentario Essere Lucy sull’esperienza della deportazione di un trans italiano a Dachau. Essere Lucy della film-maker e scrittrice Gabriella Romano è ispirato al suo libro Il mio nome è Lucy. L’Italia del XX secolo nei ricordi di una transessuale” (Donzelli 2009). A discutere del film saranno, grazie all’iniziativa organizzata da Comune, Anpi provinciale, Isrec e associazione Cleido, con il patrocinio della Provincia, Francesco Rocchetti e Barbara Pojaghi. Come nel libro, anche al centro del documentario c’è Luciano (classe 1924), consapevole sin da piccolo della sua omosessualità, e la sua vita intensa e travagliata: fra storia individuale e collettiva, i ricordi di una persona che non ha mai perso la forza di lottare per affermare la propria diversità. Da Torino a Bologna, a Roma, e poi di nuovo a Torino, Luciano fa il tappezziere, l’arredatore, organizza feste e, per un breve periodo, fa anche l’attore di varietà. Negli anni ‘50, nonostante il perbenismo, è sempre più Lucy. Poi arrivano gli anni ‘60: è l’epoca del Fuori!, del movimento femminista e di quello studentesco. E tra feste, droga, amori e arresti arrivano gli anni ‘80 che segnano il ritorno in famiglia

GIORNO DELLA MEMORIA A MONTELUPONE Sono stati i bambini della Scuola Primaria "Madre Teresa di Calcutta" i protagonisti del Giorno della Memoria a Montelupone: questa mattina, infatti, presso il Teatro Nicola Degli Angeli, le diverse classi dell'istituto hanno presentato i lavori preparati in classe insieme alle insegnanti, con canti, poesie e letture incentrate sul tema del rispetto tra i popoli. A seguire, è stato proiettato il film "Il bambino con il pigiama a righe", una pellicola commovente incentrata sulla storia di due bambini, il figlio di un ufficiale nazista ed un ebreo internato in un lager, che stringono una profonda amicizia e costruiscono un legame più forte di ogni barriera. Ma le iniziative per il Giorno della Memoria proseguiranno anche nella giornata di martedì 31 gennaio 2012, quando i ragazzi della Scuola Secondaria di primo grado "Padre Clemente Benedettucci" avranno l'opportunità di incontrare il prof. Nazareno Morresi, docente di scuole superiori ed esperto di storia della Shoah, che ha collaborato a diversi progetti anche con la Provincia di Macerata. Insieme al prof. Morresi, presso il Teatro Degli Angeli, i giovani monteluponesi avranno la possibilità di riflettere su una tragedia immane che ha segnato indelebilmente la storia del Novecento, sottolineando l'importanza che riveste il rispetto delle differenze e della dignità di ogni uomo.

Ricci da NapolitanoPESARO URBINO. RICCI DA NAPOLITICANO «Un’esperienza straordinaria». Così Matteo Ricci, al termine della cerimonia per la giornata della memoria 2012, vissuta al Quirinale con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A celebrare il ricordo delle vittime dell’Olocausto, anche il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo e il presidente dell’Unione comunità ebraiche italiane Renzo Gattenga, oltre a tanti studenti protagonisti dei viaggi della memoria. «Autorevolissimo, come sempre, il discorso del Capo dello Stato - ha sottolineato Ricci -, che ha lasciato un messaggio profondo alle nuove generazioni: ogni rigurgito di negazionismo e intolleranza, per quanto marginale, va stroncato sul nascere». Parole che, secondo il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, «sostengono la necessità di un’Europa forte, anche dal punto di vista politico, sia per uscire dalla crisi che per la difesa e la salvaguardia della pace». Matteo Ricci, l’assessore Alessia Morani, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e la rappresentanza degli studenti del Marconi e del Mengaroni testimoni del viaggio della memoria 2011, hanno donato al presidente Napolitano la foto dello striscione con la scritta «L’Italia unita ad Auschwitz, per non dimenticare», esposto lo scorso aprile nei luoghi dell’orrore dell’Olocausto. Gesto particolarmente apprezzato dal Capo dello Stato, che si è congratulato con la delegazione

PESARO Venerdì 27 gennaio alle ore 21 al teatro Rossini di Pesaro, sulle note di “Quatuor pour la fin du temps” di Olivier Messiaen i musicisti del Quartetto Messiaen si esibiranno accompagnati dalla voce narrante di Tommaso Benvenuti che leggerà poesie che faranno rivivere la cruda e mistica esperienza della prigionia. L'iniziativa è organizzata dal Comune di Pesaro (presidenza del Consiglio comunale), Provincia, Regione, Prefettura, in collaborazione con Ente Concerti, associazione Musa e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

FERMO In occasione della Giornata della Memoria la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Fermo organizza domenica 29 gennaio alla ore 18 presso la sede sociale (via Perpenti, 10) la visione del documentario Souvenir Srebrenica. Cinquant’anni dopo Auschiwtz l’incubo della deportazione e la ferocia del genocidio tornano ancora a insanguinare e infamare l’Europa. Dal 1992 al 1995, durante la guerra dei Balcani, la popolazione mussulmana di Srebenica fu assediata e venduta all’esercito serbo guidato da Mladic e Karadzic nell’indifferenza dell’Europa e dell’Onu. L’assedio si concluderà l’11 luglio 1995 con il massacro di 9000 civili trucidati e gettati nelle fosse comuni. Souvenir Srebrenica è stato girato nel 2005 dal regista Luca Rosini e dall’attrice Roberta Bigiarelli che hanno visitato i luoghi della carneficina, raccolto storie e realizzato un documentario che è una forma di teatro reportage nel quale si alternano i monologhi della Bigiarelli, alle testimonianze dei sopravvissuti, a filmini amatoriali, documenti d’archivio e riprese ufficiali. Un tragico souvenir dal nostro passato più vicino, una memoria talmente agghiacciante che rischia di cadere nell’oblio della vergogna se non viene coraggiosamente ricordata. Il film è stato finalista al Premio David di Donatello 2007 nella sezione documentari. All’incontro saranno presenti gli autori, Roberta Bigiarelli e Luca Rosini. La proiezione è libera e aperta a tutta la cittadinanza.

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