L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

venerdì, 18 ottobre 2019

Univpm in Antartide: "Polveri sottili 500 volte inferiori al limite giornaliero europeo"

Per far conoscere a un pubblico vasto e non specializzato le grandi capacità scientifiche dei ricercatori dell’Ateneo, sulla Home Page dell’Università Politecnica delle Marche è presentato il “Lavoro scientifico della settimana” (www.univpm.it): una segnalazione in evidenza di alcuni tra i più significativi lavori pubblicati da prestigiose riviste scientifiche internazionali, frutto degli studi e delle ricerche in corso nei laboratori dell’Ateneo. Si tratta anche di un modo di “rendere conto” ai contribuenti di come vengono impiegate le (scarse) risorse pubbliche riservate alla ricerca e mostrare quanto siano infondate le generalizzate accuse di scarsa produttività scientifica rivolte alle Università. Questa settimana presentiamo la ricerca dal titolo “Determinazione gravimetrica diretta della concentrazione in massa di aerosol - polveri sottili - nell'Antartide centrale”, che porta la firma di Anna Annibaldi , Cristina Truzzi, Silvia Illuminati e Giuseppe Scarponi, uscita su Analytical Chemistry, 2011, n° 83 (1), pagg. 143-151, Dicembre 2010.

A proposito di polveri sottili, mentre nelle nostre città si stanno superando ampiamente i valori "soglia" fissati dalla normativa (e si attuano pesanti limitazioni al traffico), esce su una prestigiosa rivista internazionale una pubblicazione dell'Università Politecnica delle Marche sul contenuto di queste particelle in Antartide.

I nostri ricercatori hanno determinato per la prima volta per via diretta la concentrazione di aerosol (PM10, polveri sottili) nell'atmosfera della Calotta Polare antartica. Da numerosi anni ormai il problema della quantità di polveri sottili disperse nell’atmosfera delle aree urbane e industriali, associato alla presenza in esse di sostanze tossiche, preoccupa l’opinione pubblica e le amministrazioni locali e regionali. È noto infatti che le particelle con diametro inferiore a 10 µm (il cosiddetto PM10) penetrano nel tratto toracico dell’apparato respiratorio e che, di queste, quelle con diametro inferiore a 2.5 µm raggiungono gli alveoli polmonari, dove avviene lo scambio O2/CO2. La normativa nazionale (in accordo con quella europea) fissa per il PM10 un valore limite per la protezione della salute umana, da non superare più di 35 volte l’anno, di 50 µg/m3 Il gruppo di ricerca guidato dal professor Scarponi dell'Univpm ha determinato per la prima volta la concentrazione di PM10 nell'atmosfera della calotta Polare Antartica, dove questa concentrazione è risultata circa 500 volte inferiore rispetto al limite giornaliero nazionale.

I bassi risultati ottenuti in Antartide dimostrano ancora una volta come questo continente, grazie alla notevole distanza da aree densamente abitate, sia un osservatorio privilegiato per ricerche sui cambiamenti globali apportati negli ultimi anni dall'uomo nell'ambiente: esso può essere considerato la più estesa memoria ambientale e climatologica del pianeta. Lo studio è stato condotto presso la base italo-francese "Concordia", che si trova a 3250 metri sul livello del mare e a 1000 km dalla costa. I prelievi sono stati effettuati durante l'estate australe a una temperatura media di circa -30º C. Le misure sono state effettuate mediante gravimetria (pesata differenziale dei filtri di raccolta dell'aerosol) in camera climatica (temperatura 15±0.5º C, umidità relativa 2.0±1.0%). I risultati mostrano che la concentrazione di aerosol è dell'ordine di 0.1 µg/m3, circa 1/10 di quella relativa alle aree costiere antartiche e 500 volte inferiore rispetto al limite giornaliero europeo di 50 µg/m3.

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