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Rider picchiato da dei “Maranza”, una situazione complicatissima

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Redazione

Aggressione davanti al McDonald’s di corso Lodi a Milano: un trentenne pakistano colpito dopo essere stato stordito con spray urticante. La Polizia indaga su un gruppo di giovanissimi, non sarebbe il primo episodio.

Per un rider trentenne di origine pakistana, fermo con la bici davanti al McDonald’s di corso Lodi, a poche centinaia di metri dal quartiere di Corvetto.

Rider picchiato da dei “Maranza”, una situazione complicatissima (Lindiscreto.it)

Secondo quanto ricostruito, attorno alle 22 almeno tre ragazzi con felpe scure e cappucci calati avrebbero raggiunto il piccolo gruppo di ciclofattorini in sosta, colpendo all’improvviso. Uno degli aggressori avrebbe spruzzato spray urticante verso il volto del trentenne per poi colpirlo alla spalla con un oggetto contundente, provocandogli una ferita che ha richiesto il trasporto in ospedale.

La vittima, che stava aspettando di riporre panini e patatine nella borsa termica per una normale consegna

Ha raccontato di non conoscere i suoi aggressori e di non aver subito alcun tentativo di rapina: nessuno gli avrebbe chiesto denaro o cercato di portargli via telefono e portafogli. A dare l’allarme è stato lui stesso, chiamando il 112 poco dopo l’assalto. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118 e una volante della Polizia. Il rider è stato accompagnato al Niguarda per le medicazioni, con una prognosi iniziale definita non grave.

Le testimonianze raccolte sul marciapiede sono discordanti sui dettagli dell’arma impiegata: qualcuno parla di un coltello, altri di una catena pesante, altri ancora di un oggetto metallico non meglio identificato. Un altro rider, intervistato da un telegiornale, ha raccontato che un ragazzino si sarebbe avvicinato chiedendo provocatoriamente se fosse stato “guardato male”, innescando poi una sequenza di schiaffi, calci e sputi. Un fenomeno fin troppo generalizzato e analizzato con attenzione anche in diversi libri, come per esempio Trenta cani e un bastardo di Alessandro Morbidelli.

Diversi presenti parlano di gruppi che, in altre serate, arrivano a contare anche una quindicina di ragazzi tra i 16 e i 17 anni. Nella parlata comune di zona, qualcuno li definisce “maranza”, termine gergale e controverso che descrive bande di adolescenti dallo stile riconoscibile e dai comportamenti aggressivi. La Polizia, che sta cercando di identificare i responsabili, non conferma al momento dettagli su provenienza o identità, e invita a non alimentare generalizzazioni.

L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di tensione nell’area sud-est della città

Corvetto e il vicino boschetto di Rogoredo sono da anni al centro delle cronache per fenomeni di microcriminalità e spaccio. Nelle ultime settimane l’attenzione si è accesa anche per un grave fatto di sangue che ha coinvolto un giovane di origine marocchina ucciso a Rogoredo, vicenda per la quale è indagato un poliziotto: la Procura sta approfondendo non solo l’omicidio ma anche presunti metodi, contestati da più parti, utilizzati per reprimere lo spaccio. Un clima già teso che rende ancora più delicato il tema della sicurezza in strada.

Le zone di sosta diventano punti di concentrazione facilmente riconoscibili, specie nelle serate del weekend. “Capita spesso che arrivino ragazzi in gruppo e si mettano a disturbare” racconta un ciclofattorino che frequenta abitualmente corso Lodi. “A volte ti bloccano la bici, altre provano a intimidire. Venerdì eravamo in tre, ma quando sono in dieci o quindici è difficile anche solo allontanarsi.”

Da quel momento la situazione sarebbe precipitata in pochi secondi, tra lo spray urticante e il colpo alla scapola. Le bottiglie lanciate verso il gruppo di lavoratori hanno costretto altri clienti e passanti a ripararsi all’interno del locale in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine.

La questione sicurezza dei rider, più volte sollevata dalle associazioni di categoria, torna così al centro del dibattito cittadino: richieste di pattugliamenti mirati nelle fasce serali, aree di ritiro più protette e protocolli rapidi di intervento sono tra le misure invocate dai lavoratori. Intanto, davanti ai fast food e alle pizzerie di corso Lodi, i ciclofattorini hanno ripreso a fare la fila, guardandosi spesso alle spalle mentre scorrono gli ordini sull’app.

Redazione

Giornalista pubblicista dal 2013 è laureato in storia del cinema e autore di numerosi libri tra cui “Gabriele Muccino il poeta dell’incomunicabilità” e “Gennaro Volpe: sudore e cuore”. Protagonista in tv di trasmissioni come La Juve è sempre la Juve su T9 e Il processo dei tifosi su Teleroma 56.

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