L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

domenica, 24 marzo 2019

Savino non lascia la Tec. “Ho pianto per il ginocchio, ora alleno i miei ragazzi”

di Emanuele Trementozzi

SPORT - La solita corsa per prendere un pallone, il ginocchio che fa crac e, a 38 anni, ti ritrovi improvvisamente senza più la possibilità di giocare a calcio. 

Da quel maledetto 26 novembre la vita non è più la stessa per Mario Savino, difensore dello Spartak Civitanova, militante nel campionato Tec di calcio a 7 organizzato dalla Polisportiva Sport Communication in collaborazione con la Trementozzi Eventi Comunicazione. Una passione infinita quella del giovane calciatore che porta nel cuore i colori rossoblu della sua città.

“Tutto nacque da una cena tra amici – racconta Savino – quando il mio amico Andrea Bolognese mi invitò in squadra. All’inizio ero titubante ma poi, amando il calcio, non ho potuto rifiutare. Ho iniziato nel Civitanova ‘07 con tanti amici, tra i quali un ragazzotto dal sinistro magico come Luigi Caporaletti con il quale condividemmo l’intera stagione. Ricordo ancora la vittoriaq in finale nella Tec Cup contro I Sette Re di Roma, in una fredda serata piovosa all’Energym Sport Center, riscaldata dall’organizzazione della Tec con tanto di musica all’ingresso dei giocatori e telecamere. Un autentico spettacolo.

Quest’anno ero ripartito più carico che mai, impegnandomi al massimo in un campionato, quello Tec, cresciuto notevolmente di livello a testimonianza della professionalità e serietà dello staff manageriale. Tutto filava liscio, fino a quel maledetto 26 novembre: tutto si interrompe, il ginocchio fa crac e mi ritrovo, a 38 anni, a piangere come un bambino per un sogno che si spezza.

Resti inerme ad attendere il responso, che arriva durissimo: o l’intervento chirurgico o l’abbandono definitivo dei campi da gioco. Il lavoro non mi permette l’operazione, così mi sono ritrovato costretto ad abdicare.

La scelta è dolorosa, perché quella maglia numero cinque non potrà più scendere in campo con i colori dello Spartak.

Ringrazio tutti gli amici che mi sono stati vicino, perché la decisione è stata dura da accettare e solo chi ci è passato può capire quanto faccia male. Così, per alleviare la sofferenza, tolte le stampelle abbiamo deciso insieme di intraprendere un nuovo percorso: quello di allenatore.

Vedo il calcio, ora, da un’altra prospettiva, mi diverto e abbiamo anche ottenuto quattro vittorie consecutive. Il gruppo è fantastico, la squadra affiatata e ci divertiamo. C’è una frase che mi rappresenta: Difendere vuol dire avere il coraggio di affrontare i pericoli e le paure che la Vita ci riserva”.

E quelle paure, Mario Savino, ha saputo affrontarle ritagliandosi un nuovo spazio nel calcio Tec. Un calcio emozionale, vero, passionale e amichevole che Mario Savino ha rappresentato sempre con onore. Un calcio che la Tec promuove ogni giorno e che, con onore, nonostante tutto, continuerà a sventolare per Mario con quella maglia numero 5.

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