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Categorie: Sport

Successo per il convegno “Da giovane promessa a calciatore vero”

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michael

CALCIO – Si è svolto sabato 6 giugno, nei locali della Lega Dilettanti, nel palazzo della Figc Marche, il convegno dal titolo "Da giovane promessa a calciatore vero"

organizzato dalla Associazione Andrea Ferri in collaborazione con la Figc Marche e con l'Aiac, contestualmente alla presentazione del primo Torneo di calcio giovanile dedicato ad Andrea Ferri, che si svolgerà a Santa Maria Nuova dal 15 al 27 giugno prossimi. Al convegno hanno partecipato numerosi allenatori marchigiani e quasi tutte le società iscritte al torneo, le relazioni sono state svolte da Francesco Baldarelli, reduce da una stagione in Eccellenza, all'Atletico Alma, Gianluca Fenucci, quest'anno alla Biagio Nazzaro Chiaravalle, Aldo Clementi, lo scorso anno al Tolentino e quest'anno ingaggiato dal Matelica in serie D, e Stefano Belardinelli, allenatore della Berretti del Gubbio l'anno scorso e quest'anno rientrato a Jesi, dove guiderà la Juniores leoncella. Durante il convegno i relatori hanno raccontato la loro esperienza riguardo al salto dal settore giovanile alla prima squadra dei giovani, anche in relazione alle normative sui fuoriquota, che spesso condizionano i campionati di Eccellenza e Serie D. Dopo le relazioni si è aperto un vivace dibattito che ha visto i relatori impegnati a rispondere a numerose domande da parte della platea, I saluti preliminari e le conclusioni sono stati invece espressi da Floriano Marziali, coordinatore regionale del settore Giovanile e Scolastico della Figc, presente tra gli altri anche Flavio Vento, vicepresidente regionale dell'Aiac. Il convegno e il torneo sono gli eventi organizzati dall'Associazione Andrea Ferri, costituitasi nello scorso febbrraio per ricordare il giornalista scomparso nello scorso mese di agosto. Sono già oltre 200 le persone che hanno dato la loro adesione per quanto riguarda il 2015, per informazioni o richieste di iscrizioni la mail è assoandreaferri@gmail.com La particolarità del torneo è che grazie alla partecipazione di As Labor 1950 e del comune di Santa Maria Nuova è stato possibile abbattere le spese di organizzazione. La generosità degli sponsor ha poi permesso di ridurre le spese a zero, per cui l'Associazione con le quote sociali finora versate doterà i due tornei (uno per la categoria Esordienti e uno per la categoria Giovanissimi, di un premio in denaro per la squadra vittoriosa, premio che però non verrà intascato dalla società ma verrà devoluto in beneficenza all'ente o alla causa che la società vittoriosa avrà scelto.

Questi gli interventi degli ospiti-relatori

LUCA REGINI (MODERATORE – GIORNALISTA CORRIERE ADRIATICO):”l’Associazione Andrea ferri è nata quattro anni fa e conta circa duemila soci. Andrea, che conosceva tutto il calcio marchigiano, ci ha lasciati a 52 anni dopo una lunga e dolorosa malattia e il nostro intento è quello di ricordarlo attraverso iniziative ed eventi che portino in auge il suo nome. Il torneo è la prima delle iniziative previste, con premio in denaro da destinare ad un ente benefico scelto dalla società vincitrice. Il convegno, invece, nasce per dare un contributo al movimento calcio che ha isogno di un momento di riflessione”.

FLORIANO MARZIALI (COORDINATORE REGIONALE SGS FIGC MARCHE):”Manca un progetto giovanile pluriennale nel calcio, non è un periodo facile per questo sport e questi momenti di confronto spero servano per accrescere la cultura sportiva di tutti noi. La Federazione non è immune da critiche, io in primis avanzo le mie rimostranze quando dovute. Se non remiamo tutti nella stessa direzione, la situazione si fa ancora più complicata”.

FRANCESCO BALDARELLI ALLENATORE):”Da vent’anni alleno, quindici di questi nei settori giovanili e negli ultimi cinque ho avuto modo di conoscere le prime squadre. I giovani, quando iniziano a giocare, sono alla ricerca della felicità e questo deve essere un capisaldo di questo sport. Quando avviene il passaggio tra i grandi prende il sopravvento l’importanza del risultato e per i giovani è tutto più difficile. Possono sopraggiungere momenti di difficoltà, ma se c’è attaccamento alla maglia si superano e si prova ad andare avanti. Di sicuro oggi la situazione non è positiva, ma ciò non toglie che resta la speranza di migliorare le cose. Anche noi mister dobbiamo farci un esame di coscienza, dobbiamo essere bravi a tirare fuori il talento dai ragazzi. Ma loro, senza dubbio, devono metterci del proprio”.

STEFANO BELARDINELLI (ALLENATORE):”Tra squadre giovanili e non ci sono molte dinamiche diverse, ma alla base ci sono due caratteristiche comuni: passione e competenza. Nella Berretti del Gubbio, dove ho allenato quest’anno, abbiamo cercato di mediare tra sogno e realtà, ponendo lo sport come terzo pilastro dopo famiglia e scuola. Ho sempre pensato che nulla sia dovuto nel calcio, neanche ai ragazzi, che devono sudarsi il posto come tutti. Di certo noi mister abbiamo bisogno di tempo per lavorare, ma non sempre c’è coerenza tra quello che si dice e quello che si fa. Se si privilegia solo il risultato è una chiara scelta societaria, noi mister dobbiamo decidere se accettarla o meno”.

ALDO CLEMENTI (ALLENATORE):”Ho avuto la fortuna di lavorare in du società, Vigor Senigallia e Tolentino, che puntano veramente sul proprio settore giovanile e lavorano benissimo in quel senso. Concordo con il fatto che in prima squadra si privilegi il risultato, ma sono convinto che questo possa sposarsi con la continua ricerca della crescita del giovane. Basti pensare a Paolo Menchi, prelevato dalla Prima Categoria e diventato pian piano un pilastro della squadra. All’inizio ha avuto molti problemi, dovuti soprattutto alla sua potenza fisica, ma poi con impegno e abnegazione si è meritato il posto e ha messo a segno anche tre gol. Ha saputo superare i suoi limiti, migliorarsi e lavorare su se stesso. Noi abbiamo solo dato a lui il tempo di poterlo fare con serenità”.

GIANLUCA FENUCCI (ALLENATORE):”Conoscevo Andrea Ferri e quest’iniziativa fa rivivere il ricordo di una persona che in realtà non ci ha mai lasciato. Ho avuto la fortuna di lavorare con molti giovani, ma oggi nel calcio c’è un problema culturale legato alla poca competenza. Credo che la regola degli under, così come oggi concepita, sia inutile, perché bisogna carpire le reali capacità di ogni calciatore indipendentemente dalla carta d’identità. E, i più giovani, devono imparare a sacrificarsi di più. Ricordo ad esempio, alla Settempeda, un certo Cristian Bucchi che, al termine dell’allenamento, si fermava a provare ulteriori soluzioni d’attacco. Dimostrava, in quel caso, quella voglia di arrivare e crescere che effettivamente sono state poi ripagate con l’approdo in serie A. Il calcio oggi ha molti problemi, a aprtire dallo schifo del calcio scommesse, ma sono convinto che qualche speranza ancora ci sia. Certo che la Federazione deve intervenire, a partire dalla regolamentazione dei procuratori che, spesse volte, agiscono senza titolo e rischiano di rovinare i ragazzi. L’allenatore, a mio avviso, è l’anello debole della catena e troppo spesso subiscono le scelte societarie”.

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