Villa Eugenia. Potestà di querela all’avvocato

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di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO – Ormai bisogna prenderne atto. A Palazzo Sforza c’è una maggioranza di estrema destra, con striature nostalgiche e, comunque, genuinamente autoritarie. Hanno deciso.

O con noi o contro di noi e ce ne freghiamo se i cinque stelle sono al Governo con la Lega. Mei si è permesso di tramare con i comunisti e va punito con una rappresaglia che sia di monito per i grillini civitanovesi. E’ stato incaricato un avvocato che ha stabilito quale delitto ha commesso ( uno vale l’altro, ce ne freghiamo ) e lo mettiamo in castigo. E’ stata perfino approvata una formale deliberazione di incarico con le spese a carico dei cittadini. Proprio come avveniva nel deprecato ventennio, nel quale l’arroganza e la violenza venivano esercitate con modalità grette e meschine. Considerate le teste che hanno deciso l’iniziativa non si sa se abbiano preso coscienza del fatto certamente paradossale – oltre che illegale – di porre a carico della città gli oneri economici della difesa delle sedicenti vittime.

Anche a carico del querelato Mei che dovrebbe, secondo lor signori, pagare la sua quota di parcella all’avvocato che l’ha querelato. C’è in Comune una maggioranza di consiglieri imbelli e di burocrati servili che non indietreggiano neanche di fronte a spropositi strampalati e grotteschi come questo. Si dice che tutto è stato deciso in una riunione segreta e notturna tra la Giunta ed i proprietari fasulli di Villa Eugenia, accompagnati da alcuni complici della Società per Maleazioni – che aspira a cementificarla – denominata “Squali & Pescecani associati”.

Uno squalo ha detto al Sindaco: “ Ma che vòle costora che protesta! Jé vuttemo jò llò rudere de villa, jé facèmo tutto nòo ‘ngò n’albergo de le sette vellezze e ‘ngò lo parcheggio granne a lo posto de llò parco spelacchiato…”. Lo interrompe la Gabellieri: “…magari un posticino per meeting, convention, lunch break…..”. “ …ma chi dè cossé ?..” riprende lo squalo “…..’ndò la sete stroàta, che mango capiscio che dice…”. “Tranquilli..” interviene il Sindaco “..mango io capiscio che dice, ma vasta poco che vvé ccontenta anche a vuàddre..”. “Scì, sò capito” ribatte un pescecane “..ma minga potemo spettà le sendénze dé lo Tarre e dé la Corte de li Sconti pé ffà l’affari nòstri…”. “Me ne frego” interviene furente Troiani “c’avrò paura de ssi quattro gatti spelacchiati de lo Comitato!?!?!? Io che me so mesto pure contro lo Papa….”. “Zitto..” interviene Cognigni “ avìi fatto la smentita che Francesco a dè un compagno de merenne de le Cascinare….”. “Figùrete, ‘ngò st’amici che stà ecco stasera semo pappa e ciccia” ribatte Troiani “ eppò addé jé dacemo tutti li permessi pé costruì e quanno rìa le sendenze a dè tutto fatto. Qua in Comune non se sa chi ce starà, perché…” a questo punto fa un rutto gigante “.. nuaddre jemo in Regione ed in Parlamento a la faccia de ssì zozzi de cumunisti.”.