Banca Macerata, bilancio 2015 in utile Assunte sei persone in un anno

MACERATA –  La Banca della Provincia di Macerata ha chiuso l’esercizio 2015 con un utile netto di 1.107 mila euro.

Risultato certamente soddisfacente in considerazione delle turbative di mercato che hanno caratterizzato l’intero anno in generale – e l’ultimo scorcio in particolare – nonché degli ancora elevati accantonamenti su crediti resisi necessari per adeguare i criteri di svalutazione degli assets alle migliori pratiche di settore. Ha influito sul risultato finale anche il contributo obbligatorio per la risoluzione delle note quattro banche. Il ROE si è attestato al 3,9%. 

In estrema sintesi, i dati patrimoniali hanno registrato un rilevante incremento della raccolta diretta (+35,9 mln, pari al +17%) e un buon risultato degli impieghi economici, incrementatisi (al netto degli accantonamenti) per il terzo anno consecutivo (+4,6 mln, pari al +3,1%). La liquidità presenta indici di assoluta tranquillità di molto superiori ai limiti obbligatori da osservare dal 1° gennaio 2018. Il portafoglio titoli è aumentato di 21 milioni e ascende ora a 271 milioni di euro.

Il conto economico presenta diversi aspetti positivi. Rilevano la tenuta del margine di interesse (+44 mila euro), l’aumento di oltre il 25% delle commissioni nette e ancora il buon risultato dei profitti da operazioni finanziarie che si sono attestati a 4,4 mln. Ne è disceso un buon margine di intermediazione attestatosi a 11,6 mln. di euro. Non mancano gli elementi negativi, uno fra tutti l’elevata quota di accantonamenti su crediti che, – ancorchè diminuiti di 2,8 mln rispetto all’anno precedente, si sono comunque attestati a 4,4 mln di euro.

Continua l’espansione del personale, aumentato nell’anno di 6 unità (12% del totale), di cui 4 donne. Il cost-income è comunque contenuto al 54,5%.

Il Cet 1 si attesta al 12,94%, in linea con il valore dell’anno precedente. Come da indicazione della CONSOB, si comunica che in sede di SREP, l’Organo di Vigilanza ha assegnato un Cet 1 minimo dell’11,4%. Pertanto la Banca supera la soglia di 150 b.p. A seguito dell’aumento di capitale che verrà portato all’approvazione della prossima assemblea (e per il quale il patto di sindacato ha già deliberato l’intera sottoscrizione dell’inoptato), l’indice in questione si avvicinerà al 15% e pertanto superiore di 350 b.p. rispetto alla soglia SREP, ancora una volta in linea con i risultati delle migliori banche del paese.

Le sofferenze lorde sono coperte da accantonamenti per il 59%; il totale delle partite deteriorate per il 46%. Ciò, in conseguenza di rigorosi criteri di valutazione degli assets, da tempo adottati dalla Banca. Il totale degli accantonamenti e delle garanzie reali (valutate a prezzi correnti) ricevute per le posizioni in sofferenza rappresentano il 120% delle sofferenze lorde.

Per dare un’idea del “cammino” fatto dalla Banca negli ultimi tre anni è sufficiente qualche numero:

–            Utili lordi per 7,6 milioni e netti per 5 milioni di euro;

–            Accantonamenti su crediti quasi triplicati (da 7,6 a 22,4 milioni di euro);

–            Copertura di tutti i crediti deteriorati dal 20,1% al 46,1% (sofferenze dal 34,5% al 59,2%);

–            Apertura di tre punti operativi (2 Punti servizio e una filiale);

–            Aumento del personale dipendente di 20 unità (da 35 a 55).

La Banca, quindi, è in una situazione di solidità sotto i vari profili patrimoniali, reddituali, di liquidità, di qualità dell’attivo e organizzativi e può affrontare con tranquillità le nuove sfide di un mercato sempre più competitivo, ma anche sempre più selettivo nella individuazione delle realtà più affidabili.

La Banca della Provincia di Macerata ha ottenuto 4 stelle su 5 nello studio di solidità e stabilità delle Banche realizzato da Altro Consumo Finanza, valutazione che tiene conto della stabilità patrimoniale, attraverso l’utilizzo degli indicatori Common Equity Tier 1 e Total Capital Ratio, e della trasparenza, premiando le banche che pubblicano i loro dati con maggiore frequenza rispetto all’obbligo di pubblicazione annuale. Tale studio, effettuato da un’Associazione dei consumatori autorevole ed indipendente come Altro Consumo, rappresenta un valido strumento a disposizione dei clienti per un confronto facile ed immediato tra gli istituti di credito.

 

 

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