Discriminazione di genere nel mondo del gioco

ATTUALITA' – Sin dal loro esordio i videogiochi e i giochi da casinò sono stati in gran parte dominati dagli uomini.

Ogni aspetto del gioco, dalle posizioni dirigenziali fino al sesso dei giocatori professionisti è stato sempre fortemente legato al mondo maschile.
A lungo le giocatrici di poker e le videogamers sono state allontanate perché ritenute non adatte al gioco.

Tuttavia negli ultimi anni grazie alla popolarità del web, a nuovi e migliori casino online che offrono a tutti la possibilità di giocare da casa, anche le donne hanno avuto più spazio. Inoltre, con l’arrivo dei videogiochi online e la diffusione dei cosiddetti e-sport, molte giovani hanno potuto finalmente prendere parte al mondo del gioco a 360 gradi.

Proprio grazie all’avvento di questi tipi di giochi online anche i dati relativi al numero dei giocatori connessi è cambiato.  Infatti, secondo alcuni studi recenti il sesso femminile rappresenta una buona porzione del numero di giocatori e troviamo quote rosa anche nel mondo del lavoro legato ai casino.

Di recente le aziende provider di giochi live, come ad esempio la roulette dal vivo in diretta streaming, hanno puntato sull’aiuto delle donne croupier che risultano spesso molto apprezzate.

Tutto sembra perfetto, eppure la discriminazione di genere è ancora una problematica molto comune in tutti i tipi di giochi online, compresi i videogiochi.
Questo è, in gran parte, dovuto alle rampanti e diffuse molestie che le donne affrontano quando si ritrovano di fronte ad una moltitudine variegata di giocatori.

Molte croupier, ad esempio, hanno spesso lamentato di aver ricevuto insulti a sfondo sessuale o di genere durante una sessione di gioco online. Si tratta di una pratica purtroppo molto diffusa perché molti giocatori (uomini soprattutto) utilizzano la chat del gioco in modo sbagliato.

Secondo alcuni dati, registrati dalle più importanti compagnie provider di gioco online, le donne ricevono più lamentele e insulti da parte di utenti insoddisfatti dell’andamento della partita che poi sfociano sul personale. Premesso che nell’era di internet la figura dell’hater è sempre più diffusa, nel mondo del gioco ha una particolare rilevanza che la maggior parte delle volte si relaziona ai problemi di ludopatia.

Infatti i giocatori con seri problemi di gioco non badano alle buone maniere quando vengono rapiti dalla voglia di vincere a tutti i costi. Tuttavia le cose cambiano quando le offese si fanno più pesanti e riguardano più da vicino il sesso femminile.

Secondo un’indagine condotta su un campione di giocatrici e dealer professioniste l’atteggiamento dei giocatori uomini cambia quando si ritrovano davanti al gentil sesso.

Quando una dealer si mette davanti al tavolo da gioco sa già che le provocazioni non mancheranno e che riguarderanno il suo operato ma anche il suo aspetto fisico.
Ma cosa fanno le aziende per arginare il problema? A volte è facile sedare gli animi, basta utilizzare le parole giuste per far capire che è sbagliato entrare nella sfera personale, altre volte invece si rende necessario dover bloccare l’utente per un determinato periodo di tempo. Purtroppo non sempre basta.

Per quanto riguarda le donne che scelgono di giocare è stato appurato che il casino e i videogiochi sono una delle più grandi forme di intrattenimento durante il tempo libero. Nonostante i numeri siano molto alti, gli stereotipi sull’attività di gioco al femminile sono ancora troppi.

Molti credono che sia poco conveniente che una donna si cimenti in certi giochi, come per esempio il poker. Altri invece non appena hanno a che fare con una donna al tavolo da gioco o in un torneo di videogame cambiano atteggiamento e strategia.

Durante le partite spesso le donne ricevono molte critiche e vengono emarginate, questo rappresenta una forma di molestia emotiva ed intellettuale che può ripercuotersi anche sulle normali attività di ogni giorno.  

La discriminazione di genere non è un problema circoscritto ai giochi, ma permea ogni aspetto del nostro mondo. E non è nemmeno un problema recente, ma ha radici profonde e lontane nella società e nel modo in cui è stata vissuta fino ai nostri giorni. Quando poi maschilismo ed odio virtuale della rete si incontrano, i risultati sono devastanti. 

L’industria del gioco online è un mercato globale molto remunerativo che allo stato attuale registra una maggiore presenza maschile piuttosto che femminile ma questo non autorizza le offese gratuite.
La partecipazione dovrebbe significare inclusione ed eguaglianza e proprio dal mondo del videogame arriva un piccolo messaggio positivo che si chiama Diversity@Work. Si tratta di un videogioco creato dalla startup italiana Work Wide Women che dal 2014 produce progetti di inclusione per donne e aziende. Il gioco proietta il giocatore in mini storie tratte da casi reali chiedendogli di scegliere la situazione che ritiene ideale per la salvaguardia del suo avatar.

Questo progetto rappresenta un grande passo avanti verso diversità e inclusione dal quale le aziende di ogni settore (e tutti noi) dovrebbero imparare.

 

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