Mercato automobilistico verso la ripresa

ECONOMIA –  Il 2016 è un anno di ripresa del mercato automobilistico, dopo aver patito una certa sofferenza negli anni passati.

I dati ACI, infatti, evidenziano una sostanziale stabilità nel numero di prime iscrizioni tra il 2000 ed il 2007, che si aggira intorno ai 3.100.000 veicoli.  Dal 2008 al 2015, invece, la recessione economica ha segnato un forte impulso per i passaggi di proprietà di auto usate, sospinte anche dalla diffusione di piattaforme per l'acquisto diretto di auto online, come il sito Compro Auto Usate, e dall'uso diffuso dei portali di annunci auto per la vendita tra privati. Di contro, nello stesso periodo fino al 2015, le prime immatricolazioni sono scese in media del 30%: un periodo duro, che segue un andamento economico ben delineato.

In anni di difficoltà economiche, il mercato dei beni durevoli (come le automobili) tende ad amplificare le variazioni del PIL. Quest’ottica spiega la forte recessione del mercato automobilistico in questi sette anni, che si rispecchia anche nella scelta degli acquisti dei consumatori. Le automobili alimentate a benzina, infatti, hanno visto scendere il numero di unità vendute ad un ritmo molto elevato, che le ha portate nel 2015 a rappresentare poco più del 30% delle nuove immatricolazioni. Il diesel ha retto meglio, soprattutto grazie al basso prezzo del petrolio nel 2015 che ha reso l’acquisto di diesel compatibile con un maggior numero di portafogli; i veri re e regina e di questi anni, tuttavia, sono stati senza alcun dubbio l’alimentazione doppia – con impianto a GPL o metano associato a quello a benzina – e quella elettrica.

Gli ecoincentivi ed il progresso tecnologico sembrano destinare le percentuali vendute di auto con questi sistemi di alimentazione verso un 20% nel breve periodo, mentre a fine 2015 si attestavano intorno al 15%. Nel 2009, grazie agli incentivi sulla rottamazione ed un quadro economico nazionale molto sfavorevole, i veicoli a benzina-GPL, benzina-metano ed ibride hanno già superato la soglia del 20% del totale delle nuove auto vendute, ma con la fine di questo contributo economico sono ritornate, almeno nel breve periodo, al di sotto di questa soglia importante. A livello regionale, con una flessione media del 18%, possiamo affermare che il Piemonte sia stata la regione a statuto ordinario meno influenzata da questi anni di recessione, mentre la Sardegna si trova al lato opposto della classifica con un saldo negativo del 58%, non avendo seguito il modello di altre regioni a statuto speciale circa il regime fiscale. Non toccate, invece, Valle d’Aosta e Trentino Alto-Adige, che sono state anche molto influenzate da un diverso regime di tassazione per i nuovi veicoli. La nostra regione, le Marche, ha invece registrato un andamaneto in linea con i dati nazionali.

IL 2016 APRE NUOVE PROSPETTIVE Con un tasso di crescita medio del 20% a livello nazionale in ogni mese, i numeri su base annua del 2016 vedono la rinascita di un ciclo economico positivo. Il PIL in crescita ha spinto verso l’alto le nuove immatricolazioni, dopo un biennio 2014-2015 che aveva già visto lievi segnali di ripresa. Il mercato dell’usato continua ad aumentare i propri volumi, ma anche le nuove immatricolazioni sono finalmente tornate a crescere, facendo presagire un bel rinnovo del parco auto nazionale anche nei prossimi anni.

 

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