Obbligo di fatturazione elettronica, ecco cosa è cambiato

LAVORO –  Il1° gennaio 2019 è entrato in vigore in maniera ufficiale l’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le imprese dotate dipartita IVA in Italia (eccetto in caso di aziende inserite nel regime dei minimi e in quello forfettario).

Dopo una prima fase di rodaggio e di assestamento, il 1° luglio 2019 i controlli sono diventati più rigidi e ai contribuenti non sono stati più concessi sbagli e ritardi.  Per questo, molti possessori di partita Iva si sono affidati ad alcuni servizi online per farsi aiutare durante l’iter di fatturazione elettronica, evitando quindi di commettere errori e di incorrere nel conseguente pagamento di sanzioni pecuniarie. 

Fatture in Cloud, ad esempio, è un software di fatturazione elettronica, che aiuta a compilare, inviare e ricevere i documenti fiscaliin modo comodo e veloce, con prezzi contenuti e un servizio di assistenza efficiente a disposizione.

La fatturazione elettronica obbligatoria rappresenta l'ultima fase di un processo di modernizzazione iniziato con la Finanziaria del 2008, nata con l’obiettivo di ridurre l’evasione fiscale e di snellire di gran lunga i processi di fatturazione, permettendo alle imprese di risparmiare tempo e denaro.

Le aziende in possesso di partita IVA stabilite sul territorio italianodevono quindi inviare e ricevere le loro fatture tramite il Sistema di Interscambio, che comunica direttamente in modo autonomo all'Agenzia delle Entrate tutte le informazioni necessarie relative alle e-fatture emesse.

Le imprese devono inviare i documenti fiscaliin formato xml tramite il Sistema di Interscambio, conservare le fatture elettroniche in formato digitale e segnalare le fatture emesse e ricevute da soggetti non residenti in Italia.

I canali adatti per ricevere i file in formato xml sono le e-mail di posta elettronica certificata e i Servizi Web, per mezzo del codice a sette cifre rilasciato dal Sistema di Interscambio. In caso di mancato rispetto delle norme o in presenza diritardi, l’azienda sarà invece sanzionata con multe che vanno dal 90% al 180% dell'Ivaomessa, con un minimo stabilito di € 500 da pagare.

In caso di irregolarità, i destinatari hanno però a propria disposizione quattro mesi dalla data dell'operazione per correggere il documento fiscale ed emettere la nuova fattura elettronica per mezzo del Sistema di Interscambio.

 

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