Capri si sveglia piano, con il vento che sa di salsedine e memoria. Oggi l’isola prepara un saluto che è anche un abbraccio collettivo: l’addio a Peppino di Capri, voce che ha fatto viaggiare nel mondo una piccola piazza e il suo cielo turchese.
C’è un modo in cui Capri si mette in ordine nelle ore importanti. Le scale bianche ripulite. Le campane che provano i rintocchi. I bar che abbassano la musica e parlano a mezza voce. Qui tutti dicono “Peppino” come si dice di un vicino di casa. Eppure era una stella. Due vittorie al Festival di Sanremo. Una carriera lunga oltre sei decenni. Brani che hanno scavalcato generazioni: “Champagne”, “Roberta”, “Luna Caprese”. Titoli che sono diventati ricordi di famiglia.
Non c’è fretta, stavolta. L’isola prende fiato. I tassisti rallentano in Piazzetta, qualcuno lascia un fiore ai piedi delle scale. Si sente già un coro sommesso di “Luna Caprese” che sale dal molo. Le storie passano di mano: un matrimonio finito con “Champagne” cantata tutti insieme, un’estate in cui lui salutò dal palco e la notte sembrò più ampia del mare.
L’ultimo saluto: cosa sappiamo adesso
Le informazioni sui funerali sono in aggiornamento. Al momento della stesura non risultano orari ufficiali pubblicati dagli enti locali. È attesa una comunicazione del Comune di Capri e della parrocchia. In base alla prassi isolana e alle prime indicazioni circolate, l’ultimo saluto dovrebbe tenersi nella Chiesa di Santo Stefano, affacciata sulla Piazzetta, con un possibile corteo a passo d’uomo tra le vie del centro. L’ipotesi di lutto cittadino è verosimile, ma la delibera non è stata ancora resa pubblica.
Chi vorrà arrivare da terraferma dovrà considerare i collegamenti con traghetti e aliscafi su Marina Grande. Si consiglia di verificare gli orari dell’ultima corsa serale e le eventuali corse straordinarie sui canali ufficiali delle compagnie. Potrebbero essere previsti varchi di sicurezza in Piazzetta e un’area con maxischermo per chi non entrerà in chiesa. Anche questi dettagli restano in attesa di conferma.
Gli organizzatori stanno valutando una breve cerimonia laica di commemorazione dopo il rito religioso, con letture e musica. Non ci sono, a oggi, elenchi confermati di artisti presenti. È probabile una partecipazione discreta di colleghi e amici di lunga data. L’invito informale ai capresi è semplice: portare un fiore bianco, non creare assembramenti ai moli, rispettare le indicazioni dei volontari.
Capri che ricorda: voci, luoghi, gesti
Come si ricorda un uomo che ha dato un nome alla luna? Con gesti piccoli. I maestri della tarsia preparano una cornice con una foto in bianco e nero. I ristoratori scelgono di spegnere per un minuto le insegne sulla Piazzetta di Capri. Le famiglie tirano fuori i 45 giri. Si riascolta “Roberta” nei salotti, a volume basso, e la stanza ha un’aria diversa.
C’è un dato che racconta più di un monumento: per decenni, ogni estate, i brani di Peppino di Capri hanno segnato l’ora in cui si scendeva in spiaggia e quella in cui ci si dava appuntamento per il gelato. Era una meridiana popolare. Non serve molto altro per capire perché oggi l’isola si stringe.
Quando le campane suoneranno, l’eco correrà sul mare. Forse qualcuno, sul primo aliscafo, alzerà lo sguardo verso il profilo dei Faraglioni e canticchierà una strofa. Non per nostalgia, ma per dire: siamo ancora qui. E tu? Dove ti porterà la prossima canzone che ti fa sentire a casa?