Viaggio nel cuore Contram, la ‘nuova casa’ di Camerino dopo il terremoto

di Paola Verolini
CAMERINO – Subito dopo le forti scosse di terremoto, Contram, azienda di trasporto pubblico locale di Camerino, ha spalancato le sue porte alla città e al territorio.

E lo ha fatto mettendo a disposizione non solo la struttura (rimasta perfettamente intatta) e i suoi mezzi, ma anche il suo ‘cuore’. In pochissime ore, nonostante la sua sede si trova a poche decine di metri dalla zona rossa, si è trasformata nella 'nuova casa' di Camerino. Un vero e proprio campo base con farmacia, ambulatori, centri di assistenza, uffici del comune, ufficio Movimento per lo smistamento delle corse, presidi di carabinieri, protezione civile e vigili del fuoco. E tanta disponibilità e cortesia da offrire a tutta quella gente che impaurita e disperata chiedeva aiuto.

Oggi, a distanza di giorni, dopo aver trasportato “più di 32 mila persone”, è possibile dire che tutto ha funzionato bene. Strano, verrebbe da dire? Invece no. Nelle Marche, nella provincia di Macerata, esiste un’azienda pubblica in utile dal 1993 e capace di coordinare un campo base per le emergenze. Ma come fa? “Operai produttivi, investimenti oculati, zero sprechi e mentalità tipica di uomini della montagna”, risponde il presidente Stefano Belardinelli che si sofferma subito sul terremoto e sull’emergenza.

“Contram, dopo il sisma, è diventato un presidio tecnico-logistico che ha funzionato per tutti. Abbiamo accolto gli sfollati nei nostri pullman, svuotato i depositi per consentire alla gente di ripararsi dalla pioggia, sono stati organizzati pullman per accompagnare studenti a Roma e ad Ancona. Ma anche un presidio utile per allestire brandine, riparare mezzi dei vigili del fuoco e dei carabinieri e tutto ciò che comporta un'emergenza. Tutto questo grazie ai miei dipendenti. Perché avere meccanici, ingegneri, informatici, movimentisti in azienda ci ha permesso di dare supporto a tutti coloro che in quel momento si sono trovati ad affrontare una situazione nuova ed imprevista. Non nuova per noi visto che Contram aveva già svolto questa funzione da centro-logistico nel ’97”.

La situazione è destinata a durare non giorni ma mesi. “Certamente l’arrivo dei primi container – continua Belardinelli – , sia per scopi abitativi che logistici, aiuterà a sfoltire anche un po’ la situazione qui nel centro. Probabilmente entro la prossima estate ci troveremo ad un buon punto nella gestione dell’emergenza. Ovvio che tutta questa situazione ha cambiato un po’ le prospettive e la pianificazione di Contram Spa. Prima di tutto l’emergenza ha evidenziato il bisogno di più spazi, quindi nuovi piazzali e nuovi depositi. Continueremo ad investire per rendere sempre più efficienti gli autobus. E continueremo a tenere il bilancio in utile anche se – conclude il Presidente – con il terremoto stiamo sostenendo delle spese significative. Per questo confido nel supporto di regione e governo”.

Tutto ha dunque funzionato bene ma uno dei momenti più duri, che nessuno mai potrà dimenticare, sono stati gli occhi e lo sguardo delle persone che venivano trasferite a bordo degli autobus lungo la costa. ‘Vedere la gente costretta a lasciare il suo paese e la sua casa è davvero terribile – racconta Franco Pongetti dell’Ufficio Movimento. Colui che tra numeri e orari ha organizzato tutto l'aspetto smistamento aiutato da collaboratori come Valerio Palazzi, Angelo Paganelli e Valentina Gagliardi – Ad oggi abbiamo trasportato più di 32 mila persone, una media di 900/1000 persone al giorno. Corse da Visso, Camerino, Caldarola, Fiastra, Acquacanina, Tolentino. Ora, doppo il grande caos, la situazione sta tornando lentamente alla normalità: ci sono ancora quattro autobus per trasportare gli studenti dalla costa. Pullman anche per gli operai, per accompagnare i bambini di Visso a Loreto dove hanno aperto un polo scolastico. Nel nostro deposito dormono circa 40 persone della protezione civile. Insomma, le difficoltà non sono mancate – conclude Pongetti – ma non siamo crollati e ce l’abbiamo fatta".

Merito di una macchina che ha saputo rispondere all'enorme sforzo richiesto. Così dopo i ringraziamenti del Presidente Belardinelli a tutti i suoi dipendenti, arrivano quelli di Mario Pollicelli, avvocato e responsabile ufficio del personale a tutti i dipendenti deagli uffici contabilità e finanza, protocollo e atti amministrativi. “Essere uomini e donne Contram – dice – significa lavorare per un’azienda che riconosce il valore della persona. Un'azienda che oltre a rappresentare un grande valore per il nostro territorio è stata un buon padre di famiglia durante tutta la fase di emergenza. Pongelli ricorda una frase di Marco Cerioni della Protezione Civile: “In situazioni di grave emergenza vi terremo presenti come azienda di trasporti". Poi il timore: "Davanti a tutto questo come è possibile permettere che un’azienda come Contram venga acquistata da stranieri?. Quale attenzione potrà avere una società con sede all'estero nei confronti della popolazione?".

Officina Contram

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