Cashback di Natale: 150 euro per chi fa acquisti con carta o bancomat

Garantirà un extra-cashback fino a 150 euro sulle spese di Natale (con un minimo di 10 pagamenti), che arriverà sul conto corrente di chi si iscriverà al programma come 'assaggio' dei rimborsi previsti poi due volte l’anno

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Niente tasse, per dare ossigeno a imprese e attività economiche in difficoltà a causa del Covid, anche fuori dalle nuove zone rosse. E cashback in partenza dall’8 dicembre, per dare impulso agli acquisti di Natale.

Mentre ancora discute con le Regioni su regole per le feste, fasce e relativi indennizzi, il governo cerca di chiudere il quarto decreto ristori per contenere i danni dell’epidemia e, dall’altro lato, di rilanciare uno dei piani più cari al premier, Italia Cashless, che ha il suo clou nel meccanismo dei rimborsi per le spese con carte e bancomat. 

Il piano partirà in via sperimentale con qualche giorno di ritardo rispetto al 1 dicembre immaginato prima della pandemia, ma garantirà un extra-cashback fino a 150 euro sulle spese di Natale (con un minimo di 10 pagamenti), che arriverà sul conto corrente di chi si iscriverà al programma come ‘assaggio’ dei rimborsi previsti poi due volte l’anno: si tratterà del 10% sugli acquisti con strumenti tracciabili (carte di credito, bancomat e app per un minimo di 50 pagamenti digitali a semestre) da 150 euro ogni sei mesi, cui si aggiungeranno due super-premi da 1.500 euro ciascuno per i primi 100mila che avranno passato più volte le carte nel semestre. 

La data precisa si saprà a inizio della prossima settimana, quando dovrebbe anche vedere la luce il Ristori quater: le riunioni tecniche e politiche si susseguiranno nel weekend e già hanno portato al ‘tramontò dell’ipotesi di una Cig di Natale per i lavoratori in cassa da almeno 8 settimane, troppo costosa e con pochi sostenitori nella maggioranza. L’obiettivo resta quello di chiudere entro domenica, o al massimo lunedì mattina, per mandare in Gazzetta ufficiale il provvedimento in tempo per fermare la scadenza degli acconti di Irpef, Ires e Irap del 30 novembre.

Per evitare di ingolfare il lavoro di consulenti e commercialisti, il Mef ha diffuso un comunicato in cui anticipa le misure: il modello Redditi e l’acconto sulle tasse andrà saldato entro il 10 dicembre, nel frattempo imprese e partite Iva avranno modo di rifare i calcoli delle perdite del primo semestre e, se supereranno il 33%, potranno rinviare il pagamento fino al 30 aprile 2021. Il Ristori quater amplierà quindi le misure già previste per i soggetti Isa alle attività economiche di tutta Italia che si attestano entro il limite dei «50 milioni di ricavi o compensi». Novità anche per le zone rosse, dove tutti quelli che rientrano nelle liste dei codici Ateco beneficeranno del rinvio indipendentemente dalle perdite (misura estesa anche ai ristoranti delle zone arancioni).

Con il provvedimento, ha confermato il viceministro Laura Castelli, ci saranno anche la sospensione delle scadenze tributarie di dicembre e del versamento dei contributi «per gli esercizi chiusi nelle zone gialle e rosse» e una nuova indennità da 1000 euro per «stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo, a quelli intermittenti e autonomi» oltre a una nuova indennità di 800 euro per i lavoratori sportivi. Confermato anche il rinvio al 1 marzo delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio, insieme alla possibilità di essere riammessi ai piani di rate per chi è decaduto, mentre sale il pressing per una rottamazione quater.

A presentare emendamenti in questo senso il Movimento 5 Stelle proprio ai decreti Ristori in stand by in Senato in attesa del quater. I senatori aspettano di capire quanto, degli 8 miliardi del nuovo scostamento, rimarrà per le modifiche parlamentari, con il ‘tesorettò che dai 600 milioni ipotizzati inizialmente potrebbe salire fino a 1 miliardo. Per rafforzare i ristori per i settori più in crisi, a partire dagli impianti sciistici che dovrebbero vedere sfumare l’avvio della stagione invernale, si dovrebbe invece aspettare l’inizio del nuovo anno, quando si potranno fare meglio i conti della crisi e si potranno sfruttare le risorse del nuovo scostamento,