Civitanova, raccolta firme contro il progetto Eurobuilding. Santoni: “Sì ad un piano ad iniziativa pubblica”

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“Il porto di Civitanova non si tocca, altro che mega yacht! Questo progetto non è altro che una gigantesca operazione immobiliare” queste le parole del presidente del “Madiere”, l’associazione che unisce i sette club nautici di Civitanova, Gianni Santoni in apertura della conferenza stampa svoltasi nella tarda mattinata di oggi al Club Vela di Civitanova. Con lui presenti il rappresentate della cooperativa “Casa del pescatore” Giuseppe Micucci, quello della cooperativa “Piccola Pesca” Marino Bigoni ed infine il rappresentante del comitato “Il porto di Civitanova” Andrea Cittadini. Motivo dell’incontro la volontà degli operatori del porto di indire una raccolta firme per bloccare l’avanzamento del progetto di riqualificazione presentato dalla società Eurobuildingall’amministrazione comunale: “questa operazione è un’ Opa ostile” ha dichiarato Santoni “attraverso il controllo per i prossimi 90 anni di tutte le concessioni si vogliono sostituire o fortemente condizionare tutti gli attuali operatori portuali. Per questo motivo abbiamo deciso di promuovere una raccolta firme perchè riteniamo che questa sia una questione di interesse di tutta la cittadinanza e non soltanto di noi diportisti. Non ci stiamo inoltre – continua Santoni – a passare per quelli che dicono solo no, la nostra linea progettuale è piuttosto chiara. Noi vogliamo che l’amministrazione comunale sia al centro di un progetto di riqualificazioneche anche noi abbiamo sempre chiesto ma che ci è stato sempre negato perchè mancava un piano particolareggiato”.

Sulla stessa linea anche il rappresentante della cooperativa centenaria “Casa del pescatore” Giuseppe Micucci: “è impossibile che un luogo nato dalla democrazia cittadina venga affidato ad un soggetto privato, oltretutto – aggiunge – stiamo andando in senso contrario alla legislazione europea. Mentre questa indirizza verso principi di sostenibilità e tutela dell’ambiente, qualcuno vorrebbe far impiantare palazzi di nove piani. Tutto ciò che vorremmo è sederci attorno ad un tavolo con l’amministrazione comunale come soggetto attivo e progettare insieme un piano per il futuro. Una volta si parlava di urbanistica partecipata…forse sarebbe il caso di tornare a discuterne”.

A sottolineare la mancanza del pubblico nei progetti di riqualificazione è stato invece il presidente del comitato “Il porto di Civitanova Cittadini: “se ci sono delle cose in stato di abbandono nel porto non è colpa nostra. Per muovere un solo mattone c’è bisogno di un piano particolareggiato,  ognuno di noi qui, dalle partite iva agli operatori portuali, è pronto a intervenire in proprio per migliorare la situazione ma ci devono consentire di farlo”.

Appassionato è stato poi l’intervento del presidente onorario del comitato dei diportisti Primo Recchioni che rappresenta una delle aziende più antiche che insistono sul porto: “chi vuole fare un’operazione di questo genere evidentemente non ha mai visto che cosa succede in questo posto dalla 3 alle 7 del mattino, quanta vita c’è. Ma è la vita dei commercianti, di tutti coloro che vivono e lavorano in e per questo posto”.

E a proposito di come si svolgerà l’iniziativa lo stesso Santoni ha spiegato che sarà incentrata principalmente sul porto, quindi tutti gli operatori avranno i moduli per l’adesione ma che “chiunque vorrà aiutarci in questa direzione sarà il benvenuto”.