L’opposizione attacca Silenzi: “Altro che Natale che fa…che Natale che c’era!”

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Dalla Federazione del centro destra di Civitanova riceviamo e pubblichiamo: “E’ proprio vero, l’occhio del padrone ingrassa il vitello! Silenzi, forse per sviare l’attenzione dei cittadini sulla gravità della fuga di Popsophia ed i recenti flop nei teatri,convoca una conferenza stampa e svela con trionfalismo risultati straordinari e quasi miracolosi dell’ evento “Che Natale che fa”, costato “solo 30 mila euro” (leggi articolo). Un evento tanto miracoloso che addirittura medita di farne un festival con tanto di marchio, grazie alla creatività di Rosetta Martellini e alle capacità operative di Alfredo Di Lupidio, di cui solo oggi scopre i meriti, dopo mesi di guerra nei suoi confronti e dopo che Costamagna e Sindaco l’abbiano attaccato pubblicamente sulla stampa.

Quanto alla riuscita della manifestazione, penso che Silenzi non si sia mai degnato, prima di diventare vice sindaco, di frequentare il centro nei pomeriggi festivi, per questo, dinanzi allo spettacolo di una piazza gremita (da sempre) rivendica a sè tutti i meriti. Caro Silenzi, con 30 mila euro, noi avremmo fatto ben altri miracoli e, soprattutto, avremmo illuminato più e meglio il centro per incentivare, almeno con lo spettacolo delle luci, l’accoglienza a favore di un terziario in apnea. Parlare addirittura di Festival per gli spettacoli di Natale e Capodanno che tutti i comuni organizzano, è decisamente fuori luogo.

Silenzi, inoltre,ci permetta una domanda: dove stavano questi 180 artisti? E chi lo ha saputo? Chi l’ha visti? Marchio o non marchio, poi, forse avrebbe fatto meglio a salvare Popsophia che aveva risonanza nazionale e richiamava l’attenzione mediatica di tutte le maggiori testate. Ed invece oggi preferisce ammantare la figuraccia promettendo mari e monti con maghi e maghetti, saltimbanchi, mostre scrittori e supporter. Ma si sa com’è, importante è apparire, e Silenzi in questo è un gran maestro. Gli facciamo però presente, che Civitanova non abbocca facilmente, né abboccano i commercianti e gli esercenti alberghieri che vedono nei festival nelle manifestazioni di spessore, una risorsa per richiamare in città e sul corso “persone normali ” per risollevare le loro asfittiche casse. In molti cominciano a dire “che Natale che c’era!”.