Marche, Save the Children: 1 ragazza su 5 non studia e non lavora

Secondo i dati riportati relativi alle Marche emerge un quadro preoccupante per le ragazze: percentuali piuttosto importanti circa la mancanza dell’inserimento in contesti formativi scolastici o lavorativi

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Secondo i dati riportati da Save the Children relativi alle Marche emerge un quadro preoccupante per le ragazze: percentuali piuttosto importanti circa la mancanza dell’inserimento in contesti formativi scolastici o lavorativi.

I dati fanno riferimento anche a prima della crisi covid, rivelando quindi che l’emergenza che Save the Children, che poco tempo fa con un altro report aveva dichiarato che più di 10 milioni di bambini nel mondo non sarebbero più andati a scuola,  ha evidenziato non è una diretta conseguenza del coronavirus.

Per quanto riguarda la questione “formazione scolastica” se ne era già parlato ad Aprile in riferimento ad una fascia di popolazione di età minore rispetto a quella che consideriamo ora. Ci furono infatti molte accuse nei confronti del governo Conte di aver dimenticato i bambini.

Ciò di cui invece parleremo ora fa riferimento ad una fascia di popolazione in età compresa fra i 15 e 29 anni.

Nelle Marche quasi 1 ragazza su 5, non studia, non lavora e non segue nessun percorso formativo.

Secondo quanto riportato, già prima della crisi legata al covid il 23,3% dei minori viveva in povertà relativa, ci sono asili nido solo per il 18,8% dei bambini e la dispersione scolastica è all’8,7%.

Questi sarebbero i dati più importanti relativi alle Marche riportati sulla XI edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia di Save Children, intitolata “Con gli occhi delle bambine”, il tutto riportato a mezzo stampa ansa.

Nella regione per essere più precisi il 18,8% delle ragazze tra 15 e 29 anni rischia entro l’anno di trovarsi in una fase di limbo delle persone, giovani soprattutto, che non sono alla ricerca di impiego o di attività formative scolastiche.

La percentuale si contrappone invece al 12,1% dei coetanei maschi.

In questo modo, spiegano gli esperti, i ragazzi stanno “rinunciando così ad aspirazioni e a progetti per il proprio futuro”.

Nelle Marche, il 23,3% dei minori vive in condizioni di povertà relativa, un dato che supera la media nazionale che si attesta al 22%

Il covid però porterebbe conseguenze socio-economiche che concretamente potrebbero rendere ancor più profonde le disuguaglianze nella regione.

Le Marche però presentano anche alcuni dati meno preoccupanti ed anzi “migliori”.

Nell’anno scolastico 2018-2019, infatti, solo il 18,8% dei bambini aveva accesso a servizi pubblici offerti dai Comuni, dato migliore della media nazionale del 13,2%.

Così come è migliore la percentuale che descrive la dispersione scolastica: nella regione Marche meno di 1 giovane su 10 (8,7%).

Poche le opportunità di crescita culturale al di fuori della scuola: nelle Marche nel 2018-2019, più di 2 minori su 5 tra i 6 e i 17 anni non leggevano neanche un libro extrascolastico all’anno.

I dati di Save the children, riportati a mezzo stampa dall’ansa, disegnano quindi un quadro che verosimilmente potrebbe costituire una vera emergenza per il futuro dei nostri giovani marchigiani.