Mastoplastica additiva e chirurgia estetica, boom di interventi durante il covid

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Doctor drawing marks on female breast for cosmetic surgery operation against color background

Uno dei tanti paradossi della pandemia di covid è l’aumento incredibile di interventi di chirurgia estetica proprio durante l’apice dei contagi. Sembra un qualcosa che stride profondamente con le altre notizie che giungono dagli ospedali dove gli interventi di routine si sono praticamente bloccati. Vediamo di capire questo fenomeno e, soprattutto, dove effettuare un intervento di mastoplastica additiva in totale sicurezza.

Mastoplastica additiva e altri interventi di chirurgia estetica, il boom

Mentre nella maggior parte degli ospedali sono stati bloccati tutti gli interventi di routine, non si sono fermate le sale operatorie per gli interventi di chirurgia estetica durante i mesi del primo lockdown. Infatti, proprio in quel periodo si è registrato letteralmente un boom degli interventi, con un aumento del 30% delle richieste.

La motivazione più plausibile sembra essere che le persone hanno avuto più tempo per riflettere accuratamente sul proprio aspetto e soprattutto di prendere tutte le informazioni del caso riguardo agli interventi. Il lavoro a distanza ha anche giovato alla cura del proprio corpo, così da indurre molte persone, soprattutto donne, a trovare la forma fisica ideale.

Tra gli interventi più richiesti, senza dubbio quelli di mastoplastica additiva, ma anche blefaroplastica e liposuzione.

Tuttavia, nonostante gli interventi non abbiano subito un arresto come in altri casi, l’aumento di richieste ha generato comunque una lista d’attesa che, come detto, varia da regione a regione. La brutta notizia è che questo elenco si è protratto nel corso dei mesi e i nuovi lockdown non hanno favorito, soprattutto, chi ha subito un intervento per tumore al seno.

Una donna su due non può ricostruire il seno

Ovviamente la notizia riguarda la sanità pubblica, non il comparto del privato, ma riteniamo opportuno segnalare, comunque, quella che è a tutti gli effetti un’emergenza. In questo caso non si parla semplicemente di intervento al seno per questioni estetiche, ma di ricostruzione del seno in seguito a un intervento per tumore.

Si capisce che le circostanze siano ben diverse e quanto sia positivo per una donna uscire dalla sala operatoria col seno già ricostruito. Si evita una serie di problematiche psicologiche alle quali, in altre condizioni, si va incontro.

Purtroppo per via del covid si procrastina la ricostruzione, cosa che ha un effetto assolutamente negativo sulle pazienti che, in molti casi, rinunciano addirittura alla ricostruzione. Ci troviamo quindi in un paradosso nel paradosso. C’è poi il problema della sicurezza, molte pazienti hanno paura del ricovero e rinviano perfino l’intervento per l’asportazione del tumore.

Ovviamente il rischio c’è, è innegabile, ma è certamente più rischioso non effettuare un intervento necessario. Ma torniamo al fenomeno dell’aumento degli interventi estetici.

Una nuova ondata di interventi

Anche in questo 2021 si registra un aumento delle domande di interventi di chirurgia estetica, in particolare nel nostro Paese, dove ad andare per la maggiore sono proprio gli interventi di mastoplastica additiva.

La percezione, quindi, è di una rinnovata fiducia, voglia di continuare a vivere e a riprendere quella che era la nostra normale quotidianità, anche con una nuova visione di se stessi. Chi quindi ha richiesto l’intervento del chirurgo, per lo più, è qualcuno che ha come una necessità di ritrovare benessere attraverso un intervento che gli possa restituire un’immagine migliore della propria persona, sbarazzandosi di tutte le ansie e le fobie causate dal covid.

I pazienti che si sono rivolti al chirurgo

I pazienti che si rivolgono al chirurgo, solitamente, sono quelli che hanno una certa disponibilità economica di base. In questo periodo, però, anche il target di chi ricorre alla chirurgia è cambiato. Infatti, complici i limiti imposti dalla situazione d’emergenza, in molti hanno potuto risparmiare su cene e viaggi, reinvestendo dunque tali risparmi proprio negli interventi estetici. Inoltre si è trovato, come detto grazie allo smartworking, anche il tempo per effettuare gli interventi e per la convalescenza.