Sandra e Raimondo…grandi ‘maestri’ in un’aula vuota

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LETTERA A L'INDISCRETO – Dal nostro lettore Claudio Riccadonna Ala riceviamo e pubblichiamo

: "Quanto ci manca la coppia per eccellenza della televisione, il duo Sandra e Raimondo, scomparsa ormai da quattro anni. Un binomio indissolubile, così nello spettacolo come nella vita, nonchè nella morte (entrambi c'hanno lasciato a distanza di qualche mese nel 2010) e che con la loro immensa simpatia e ineguagliabile- sana comicità, adatta ad ogni età, hanno allietato per decenni diverse generazioni. Sono stati dei veri principi e portabandiera della risata leggera senza mai volgarità e senza mai scadere nella scurrilità e licenziosità del linguaggio.

Come dimenticare le divertentissime sigle musicali di chiusura (in autentici capolavori come "Tante scuse" o "Di nuovo tante scuse" rispettivamente del 1974 e del 1976) che, spettacolo nello spettacolo, facevano sorridere chiunque con un Vianello "cattivello, insofferente e cinico" nei confronti della Mondaini nazionale, vittima ingenua ed incolpevole delle azioni dispettose di un marito "disamorato" e che inventava, di puntata in puntata, sempre più drastici e mirabolanti stratagemmi per evitare di incontrare la consorte. Schetch esilaranti che riproducevano spassose dinamiche di coppia, quasi fosse una delle tante e normali famiglie italiane, in cui ritrovarsi; finzione mescolata a realtà, in cui peraltro la difficoltà di riconoscerne il confine ci rendeva "magicamente" partecipi a tal punto da condividerne storie e situazioni proprio nella banale ed "ordinaria quotidianità".

Tutti ricordiamo la serie televisiva, durata quasi vent'anni "Casa Vianello", che si incentrava sulla vita giornaliera dei due celebri coniugi, con i loro screzi, con i loro battibecchi e le loro iniziative, sempre portate avanti in maniera maldestra all'insegna di ambigui equivoci e doppi sensi. Ogni episodio rappresentava vicende bizzarre dal sapore tragicomico: le scenate di gelosia verso il marito furbetto attratto da giovani donne, con rissa finale condita di insulti e magari con una bruttissima figura con gli ospiti. La conclusione di ogni episodio è notissima, ed è entrata ormai nell'immaginario collettivo degli italiani. Nel letto matrimoniale, Sandra, affetta da querulomania, lamenta uno stile di vita piatto e noioso, privo di emozioni e di momenti esaltanti. Celeberrima la "litania" alla Sandra, ripetuta più volte «Che noia, che barba, che barba, che noia… guarda che sono stufa e non ce la faccio più".

Un critico televisivo ha affermato: "La coppia Vianello – Mondaini ha costituito un unicum nel mondo dello spettacolo italiano, non solo per l'elevata professionalità e l'affiatamento, ma anche per la capacità di aver riprodotto all'infinito lo stesso prodotto senza mai stufare". Qualcuno, parlando del garbo e dell'eleganza dei due artisti li avrebbe definiti "grandi maestri della comicità in un'aula vuota", a dimostrazione della mancanza, nel panorama attuale, di una classe di eredi.

Veramente un tributo doveroso a questi due straordinari giganti della televisione; una coppia, peraltro, che si è amata nella vita privata come poche, legata affettivamente per oltre cinquant'anni. Un esempio, in un mondo milionario come quello televisivo, in cui "il vizio" sembra regnare indisturbato, nel quale i matrimoni durano "l'attimo della passione".

Tanto di cappello…