Scuole superiori in didattica a distanza per 50% ore lezione. Ma i comitati non ci stanno

 I comitati Priorità alla Scuola di Ancona e Civitanova Marche si schierano contro l'ordinanza del presidente della Regione Marche

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Presidio 'priorità alla scuola' a Palazzo Lombardia, Milano, 16 ottobre 2020. Ansa/Matteo Corner

“Con questa ordinanza che entrerà in vigore dalla mezzanotte e avrà validità di 3 settimane, cerchiamo di prevenire scenari peggiori visto che la salute dei cittadini e la sicurezza del territorio sono per noi prioritari. Cerchiamo in questo modo di non vanificare tutti i sacrifici che sono stati fatti nei mesi precedenti“, ha detto in conferenza stampa il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha illustrato in conferenza stampa il contenuto della nuova ordinanza per il contenimento dei contagi da Covid 19.

“Tra i punti salienti abbiamo inserito nuove disposizioni per le scuole dove le classi 3-4-5 degli istituti e dei licei applicheranno la didattica a distanza per il 50% delle ore di lezione mentre resta tutto invariato per le prime e seconde classi. Questa misura per l’istruzione sarà attuativa da sabato mattina, lasciando cosi qualche giorno in più ai dirigenti scolastici per organizzare al meglio le varie situazioni. Sono esonerati da tale provvedimento i disabili e coloro che risiedendo in zone senza accesso ad internet non hanno possibilità di collegarsi per seguire le lezioni. Questo per far sì – ha spiegato – che il diritto allo studio sia garantito a tutti i ragazzi. Nel contempo cercheremo in accordo con le varie aziende di trasporto del territorio regionale di aumentare l’offerta pubblica soprattutto nelle fasce orarie con maggiore affluenza perchè, il problema per quanto riguarda la scuola non è all’interno degli istituti ma sui mezzi di trasporto dove spesso si creano inevitabili assembramenti che sono pericolosi. Sempre per il trasporto pubblico, al fine di alzare il livello di sicurezza abbiamo ridotto la capienza dall’attuale 80% al 60%. Dopo queste tre settimane di didattica a distanza per le classi dei trienni faremo attenta valutazione e se possibile riporteremo le lezioni in presenza per tutti“, ha rassicurato.

“Le scuole della nostra regione non risultano essere dei cluster di contagio Covid, la necessità di andare a una didattica mista tra presenza e distanza si è resa necessaria per alleggerire il sistema generale della mobilità”.

A dirlo all’ANSA il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale delle Marche Marco Ugo Filisetti.

“La decisione di passare per il 50% alla didattica a distanza – spiega – è stata ampiamente condivisa in due tavoli regionali con la Regione, le Province, l’Anci e la Protezione civile, oltre che con le parti sociali”. “Le scuole, in questo primo periodo – sottolinea Filisetti – si sono tutte adoperate per seguire alla lettera le prescrizioni giunte dal governo in materia di sicurezza e contenimento della pandemia, senza far venire meno il diritto allo studio e all’istruzione. Diritti che saranno garantiti con la didattica a distanza, tutti gli istituti si stanno attrezzando per affrontare al meglio le necessità sopraggiunte”.

Comunque la Dad può essere “un valore aggiunto” per i ragazzi più grandi.

Ma i comitati la pensano diversamente –  I comitati Priorità alla Scuola di Ancona e Civitanova Marche si schierano contro l’ordinanza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli che dispone, a partire da domani, la didattica a distanza al 50% per gli ultimi tre anni delle scuole superiori, “accodandosi” a Campania, Lazio, Lombardia, Umbria e Puglia e “riducendo così la didattica in presenza a meno della metà dell’orario” e chiedono al governatore “un immediato dietrofront”.

Sono stati “spazzati via” mesi di “lavoro e impegno da parte di dirigenti scolastici, personale amministrativo e docenti, piani di sicurezza, gestione di ingressi e uscite scaglionate, sacrifici dei ragazzi e dei docenti”.

“E’ più semplice chiudere le scuole e mandare gli studenti in Ddi (Didattica digitale integrata)” che ha dimostrato “i suoi limiti didattici e sociali”, invece di “ammettere l’inefficienza nell’organizzare un piano dei trasporti che potesse reggere una nuova fase pandemica, e allestire un servizio efficace di test e tracciamento” incalzano.