Coprifuoco, strade e piazze chiuse anche prima delle 21: la palla passa ai Prefetti

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Strade e piazze chiuse anche prima delle 21. La possibilità è esposta in una circolare del Viminale ai prefetti dopo le misure varate con il nuovo Dpcm. La circolare avrà una durata minima di 15 giorni, ma non superiore al periodo di validità del Dpcm, cioè il 3 dicembre.

La possibilità di disporre la chiusura di strade o piazze nei centri urbani, dove si possano creare situazioni di assembramento, già precedentemente prevista dopo le ore 21.00,viene espressamente estesa all’intero arco della giornata o comunque a specifiche fasce orarie non predeterminate, sempre fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”, scrive il Viminale nella circolare rivolta ai prefetti, ai commissari del governo per le province di Trento e Bolzano e al presidente della giunta regionale della Valle d’Aosta.

“Qualunque sia l’area territoriale di riferimento – prosegue la nota del Viminale – l’attuale andamento epidemiologico sollecita i cittadini ad osservare comportamenti responsabili, ispirati al principio di massima cautela, come, peraltro, si rinviene nella forte raccomandazione di limitare gli spostamenti personali nell’area gialla anche nelle fasce orarie della giornata non soggette a restrizioni della mobilità”.

“Limitare gli spostamenti anche in area gialla” – Per quanto riguarda l’area gialla “una forte raccomandazione a tutte le persone fisiche, per la restante parte della giornata, a non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motive di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi. Trattandosi di una raccomandazione, eventuali spostamenti per altre cause, non dovranno comunque essere giustificati con autodichiarazione, né saranno passibili di sanzione”, prevede la circolare.

“Per quanto riguarda gli spostamenti che avvengano dopo le 22.00 e fino alle 5.00, si ritiene utile precisare che devono ritenersi consentiti anche quelli che si riconnettono ad attività assistenziali svolte, nell’ambito di un’associazione di volontariato. Anche in convenzione con enti locali, a favore di persone in condizione di bisogno o di svantaggio”, scrive il Viminale. “Conseguentemente – si legge – per lo spostamento legato a tali attività, potrà addursi a motivo giustificativo l’espletamento del servizio di volontariato sociale”.

Multe (e rischio arresto) per chi non rispetta le restrizioni – Chi viola le disposizioni del nuovo Dpcm rischia una multa da 400 a 1000 euro. Chi non rispetta l’obbligo di isolamento fiduciario e la quarantena può essere denunciato per epidemia colposa. Le sanzioni sono rimaste uguali a quelle previste per l’uso obbligatorio della mascherina al chiuso e all’aperto. Chi viene multato per aver violato i divieti di spostamento e paga entro cinque giorni può usufruire della riduzione della sanzione.