Il 25% del territorio italiano è coperto dalla banda ultra larga

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ECONOMIA –  La graduale diffusione della fibra ottica in Italia è la naturale conseguenza dell’uso sempre maggiore di Internet in ogni settore della nostra quotidianità.

Intrattenimento, comunicazione, istruzione e lavoro sono infatti sempre più legati al mondo del web, e ciò richiede connessioni sempre più veloci e sicure. Ma qual è la differenza che intercorre tra la fibra ottica e la normale linea ADSL? La risposta sta tutta nei materiali utilizzati: nel primo caso infatti il traffico dati viene trasmesso tramite cavi in vetro, nel secondo per mezzo di cavi di rame; tale differenza rende molto più performante la connessione in fibra, che raggiunge velocità enormi ed è allo stesso tempo fluida e stabile, essendo dunque preferibile anche per contesti professionali.

Banda ultra larga: come sta andando in Italia

Qual è la situazione della fibra ottica in Italia? Il contesto della banda ultra larga appare in continuo crescendo: il 25% del suolo italiano risulta essere infatti già coperto dalla fibra ottica con una velocità di oltre 100 Mbps, sebbene la situazione vari da regione a regione. Come sapere se vi è copertura di fibra ottica nella propria zona di abitazione? La procedura per verificare la copertura della fibra ottica ormai è piuttosto semplice: basta visitare pagine come quella messa a disposizione da Vodafone e inserire le informazioni geografiche necessarie. Dagli ultimi dati raccolti risulta che sono soprattutto le regioni del Sud a vantare le migliori coperture; l’unica eccezione nel Nord Italia è la regione Liguria, che totalizza un buon 45% di copertura. A questa seguono immediatamente la Sicilia e la Puglia, con percentuali rispettivamente del 34% e del 31%, pari a circa un terzo del loro territorio.

Cosa dovrà succedere nel 2018?

L’Agenda Digitale Europea prevede di raggiungere una copertura del 100% del territorio europeo entro il 2020, con una velocità minima pari a 30 Mbps. Entro tale data, inoltre, le connessioni a 100 Mbps dovranno arrivare a coprire il 50% del territorio totale. Il raggiungimento di questi importanti traguardi dipenderà però anche e soprattutto dall’impegno dei singoli governi: se è vero che in Italia veniamo da un paio d’anni segnati da notevoli investimenti in questo settore, è anche vero che sarà necessaria una continuità da questo punto di vista per arrivare agli obiettivi richiesti senza difficoltà. In questo e nei prossimi anni, dunque, sia il Governo che gli operatori di settore saranno chiamati a proseguire nell’investimento relativo all’allestimento di infrastrutture adeguate, così da poter rientrare nelle date già fissate dall’Unione Europea.