Stalking: come gestire l’aguzzino e proteggere la vittima

ATTUALITA' – La parola stalking, da cui stalker, deriva dal verbo inglese che significa “camminare con circospezione”.

Con questa parola s’intende il comportamento molesto ed assillante di una persona verso un’altra. Solitamente le attenzioni che lo stalker manda alla vittima sono di tipo affettuoso e può avere varie intensità. Il punto è che queste attenzioni eccessive, queste mail e messaggi, questi pedinamenti sotto casa o in giro per la città diventano motivo di ansia, paura e malessere per la vittima. Sono troppi i casi in cui lo stalker si è trasformato in aguzzino e tutto deriva da un controverso quanto semplice meccanismo: la non accettazione del rifiuto.

Non ragionare con lo stalker

Come abbiamo appena evidenziato quelli dello stalker sono comportamenti patologici che non hanno nulla a che vedere con una momentanea fibrillazione nel rapporto di due persone. Lo stalker è deviato al punto da essere ossessionato dall’oggetto negato del suo desiderio e può arrivare a fare di tutto, motivo per cui è bene agire per tempo. La prima cosa da fare è non rispondere, non cedere alla tentazione di avere un confronto con lo stalker per spiegare che ciò che fa è sbagliato. Non perché sia una cattiva azione ma perché se non siamo in grado di gestire una conversazione così complessa l’effetto potrebbe essere distruttivo. Infine è bene raccogliere tutte le prove delle molestie e per questo entra in gioco l’investigatore privato.

Denunce e iter giudiziari: quanto funzionano?

In Italia è difficile che una denuncia vada a buon fine salvo rarissimi casi. Non per essere disfattisti ma tutti sappiamo che sono troppi i casi di allarmi non presi in considerazione e che sono finiti in tragedia. Non possiamo sapere cosa vuole da noi lo stalker e fino a che punto è disposto ad agire, per cui sarà meglio prendere le opportune misure di sicurezza. L’investigatore privato, nel rispetto delle norme che disciplinano il suo lavoro, può indagare sullo stalker e cercare tutte le prove che servono per andare in questura a sporgere denuncia. Più saranno lampanti le prove e maggiori probabilità di successo ci saranno nella gestione della faccenda. Affinché il reato di stalking sia querelabile si devono verificare le seguenti condizioni:

·         La condotta dello stalker crea uno stato di panico e ansia per via dei comportamenti intimidatori, di eventuali minacce e gesti inequivocabili;

·         lo stalker è cosciente di ciò che fa, desidera ciò che fa verso la sua vittima.

Per questo è difficile dimostrare dinanzi a un giudice il reato di stalking senza fornire delle prove e mostrando il solo stato di agitazione che questo provoca.

Mai lasciare sola la vittima

Successivamente si procede tramite una querela che segue l’iter dell’ammonimento e, in casi gravi, al procedimento giudiziario che sarà affidato ad un giudice. L’investigatore privato conosce la legge e sa quali sono i limiti da essa stabiliti per svolgere il suo lavoro. Con il suo contributo potrai contare su un supporto che, purtroppo, le sezioni investigative dell’arma non riescono a offrire. Non si vuole sottintendere che l’investigatore privato sia una “scelta migliore” perché per casi come questo c’è ben poco da scegliere. Si tratta di una via più certa e della maggiore possibilità di essere ascoltati e, dunque, protetti. I servizi che offre l’investigatore privato sono utilissimi a contrastare lo stalker in aula perché sa quali prove fornire e come reperirle. Con lo stalking non bisogna soprassedere e lasciar cadere nel vuoto certi comportamenti anche se questi non generano ansia in noi. Bisogna invece intervenire subito e non lasciare mai sola la vittima.

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