L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

domenica, 18 febbraio 2018

Elezioni. Ricambio. Zero puttanella

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO - Anche in politica il “ricambio” ed il “nuovo” non si identificano necessariamente con l’età anagrafica.

Per cui, quando ci si lamenta della gerontocrazia imperante in ogni luogo, è bene temperare le reazioni e distinguere quando e se, effettivamente, persone e realtà politiche perpetuano se stesse ed il proprio potere. Certo sarebbe più facile e comodo identificare il nuovo con l’età, ma la realtà è più complessa fino al punto che il giovane, a volte, è più vecchio e stantio dell’anziano. E un esempio di questa commistione è il panorama politico nazionale che da qualche tempo, sotto il profilo delle leadership, è in veloce movimento.

Ci sono i quarantenni Renzi, Salvini e Meloni, addirittura il trentenne Di Maio; mentre Liberi e uguali schiera il 73enne Grasso che, però, è nuovo alla politica, mentre Berlusconi è il più vecchio di tutti ed assomma in sé tutti le magagne del sistema e, pure, continua a dire che non è un politico, ma la diga contro il comunismo di ieri e di oggi rappresentato dai grillini. Ora il “nuovo” dovrebbe essere sinonimo, soprattutto di “cambiamento” rispetto ad un passato trentennale di inciuci e fallimenti politici, certificati da una astensione colossale. Ma i giovani o i vecchi nuovi non è detto che comportino, automaticamente, un futuro radioso; perché il cambiamento può essere in meglio ma, come è già successo nella storia, anche in peggio.

Inconsapevoli di questo quadro complesso, ma guidati da un fiuto finissimo per la salvaguardia di se stessi e dei propri clan, nelle sedi di scelta delle candidature boss e sottoboss hanno pensato bene di costruire solide barricate a qualsiasi accenno, sia pur minimo, di ricambio. Anzi è risultato che le candidature sono state assoggettate non solo al requisito di perpetuazione del ceto politico ( spesso cesso politico) ma anche a quello della “fedeltà”. I pochi trombati sono stati sostituiti da nuovi più fedeli di loro. Quindi zero puttanella di candidature toste ed indipendenti, come anche nelle Marche ed in Provincia di Macerata. Un tripudio di ubbidienti capibastone agli ordini del capobastone superiore, addetto al lavoro sporco deciso dalla cupola. Un panorama di mediocrità ed insipienza che sarà sancito dall’aumento dell’astensione, in seguito alla quale chiunque vincerà sarà eletto da una minoranza. “Me ne frego” pensano, intanto mi faccio un altro giro; ma la giostra è malandata. Quanto durerà?

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