Delitto della Vigilia – Morte di Rosina Cassetti: sopralluogo nella villetta

Tre familiari della donna, il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna e il nipote Enea, quest’ultimo inizialmente chiamato in causa solo per favoreggiamento, sono indagati con l’accusa di concorso in omicidio volontario, favoreggiamento e simulazione di reato

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C’è qualcosa che non torna nella morte Rosina ‘Rosy’ Cassetti, la 78enne trovata morta la sera della vigilia di Natale nella cucina di casa, al termine, sostengono i familiari, di una rapina finita male. 

Nel pomeriggio i carabinieri e l’analista forense Luca Russo hanno eseguito un sopralluogo per una prima mappatura delle telecamere di videosorveglianza nella zona intorno alla villetta a schiera di via Pertini a Montecassiano– ora sotto sequestro – per acquisire elementi sugli spostamenti di persone e mezzi.

Tre familiari della donna, il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna e il nipote Enea, quest’ultimo inizialmente chiamato in causa solo per favoreggiamento, sono indagati con l’accusa di concorso in omicidio volontario, favoreggiamento e simulazione di reato. Avevano raccontato agli investigatori che nella casa era penetrato un ladro il quale avrebbe portato via circa 2mila euro, non prima di aver chiuso in bagno il marito della vittima, schiaffeggiato e legato ai polsi la figlia: sarebbero stati liberati dal nipote tornato a casa dal supermercato; una situazione per la quale, secondo la loro versione, l’anziana sarebbe stata colta da un malore fatale.

La ricostruzione però non convince gli inquirenti – il procuratore Giovanni Giorgio, il pm Vincenzo Carusi – che vogliono approfondire gli accertamenti: non c’erano segni di effrazione e la vittima si era rivolta pochi giorni fa a un centro anti-violenza per una consulenza legale, prospettando presunte tensioni e liti in famiglia. Gli accertamenti autoptici avrebbero confermato la morte per soffocamento.