L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

giovedì, 20 giugno 2019

Porto Recanati al voto canta 'Passerotti non andare via'

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO - E così a Porto Recanati ci sono sei liste e sei candidati Sindaco. Ma la novità non è solo che sono il doppio del 2014, ma anche che ce n’è voluto del bello e del buono per dare i nomi alle liste.

Infatti è bandita come la peste la parola “partito” e solo i più impavidi, come il movimento 5 stelle, Fdi e Lega si sono chiamati con il proprio nome. Il pd l’ha buttata sul drammatico e si chiama “Porto Recanati città mia”, simile alla civica “Porto Recanati a cuore”, mentre più seria e compunta è “Uniti per Porto Recanati”, oltre a “Insieme alla gente”, l’altro pezzo di centrodestra che dal nome sembra ecumenico ma schiera Attaccalite e Mozzicafreddo, insieme alla Ubaldi che, come sappiamo, è fumina. Comunque è andata bene, perché da informazioni riservate ho saputo che erano pronte altre liste veramente strabilianti, tipo “Porto Recanati a còre e coratella” “ Paese mio che stai sulla battigia” “Porto Recanati nun te posso scurdà” “Porto Recanati da concupire” “Porto Recanati ti bramo” e “Arsi e strutti per Porto Recanati”.

Viene da dire Passerotti non andare via. In molte elezioni hanno avuto successo le cosiddette “liste civetta”, create a bella posta per favorire la vittoria di questa o quell’altra lista. Per Porto Recanati si potrebbe parlare di liste matrioska, a numero variabile ed adattabile alla bisogna, intercambiabili sia per il leader che per il programma, perché inesistenti e, quindi, occultabili una dentro l’altra una volta finiti i fuochi. Del resto, per i creatori di benessere edilizio, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. Non è che, poi, se ne esce fuori un’altra Montali, con tutta la sequela della coerenza, della trasparenza, della tutela dell’interesse pubblico e con tutta la solfa del bene dei cittadini, della difesa del territorio, della salvaguardia dell’ambiente. E, come si fa quando si vuole vincere per forza la lotteria, stanno comprando tutti i biglietti per una vincita sicura al di là di ogni possibile dubbio.

Solo la rinuncia della Montali ha impedito l’ulteriore proliferare delle liste, che si sono fermate a sei. Comunque, in questo scenario, solo il pd potrebbe riuscire a far perdere il suo candidato Giri che infatti gongola e, come raccontano, pare che sia andato in Comune per provare la stanza da Sindaco, la poltrona e la fascia e scattandosi una infinità di foto. Ha già pronto il discorso per la vittoria, che pronuncerà ai suoi e la dichiarazione di insediamento, per il quale sta provando dal suo sarto un look adeguato. Ha già fatto le prenotazioni per i festeggiamenti, con una cena degna dell’evento e un menù già deciso: “pesce in barile”.

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