L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

giovedì, 18 luglio 2019

Industria ed edilizia, 16.500 marchigiani hanno perso il lavoro e non lo trovano più

Perdono il lavoro e non lo trovano più. Nel primo trimestre di quest’anno i disoccupati marchigiani erano 61.940 rispetto ai 45.620 dello stesso periodo dell’anno precedente. Appare evidente come oltre 16.500 marchigiani sono stati espulsi negli ultimi dodici mesi dal sistema produttivo. A pagare il conto più salato della crisi sono le donne che vedono aumentare il numero di chi cerca lavoro da 24.809 a 33.785. Ma anche tra la forza lavoro maschile cresce la disoccupazione. I maschi disoccupati passano da 20.811 a 28.154 e la maggioranza sono ultracinquantenni, che difficilmente troveranno nuove opportunità sul mercato del lavoro. Uno scenario difficile quello descritto dal Centro Studi Cna e Confartigianato Marche reso ancora più preoccupante dalla constatazione che 21.348 persone che sono senza lavoro non lo cercano nemmeno più, pur essendo disponibili a lavorare. “Un anno fa” spiegano i presidenti di Cna Marche Renato Picciaiola e di Confartigianato Marche Salvatore Fortuna “i cosiddetti scoraggiati erano 25.160. Questo significa che quasi 4 mila di loro, con l’aggravarsi della crisi, si sono rimessi a cercare attivamente un’occupazione anche se, per il momento, senza risultati positivi. Di fronte a questi dati serve una scossa per far ripartire il sistema produttivo e favorire la creazione di posti di lavoro”. Nella nostra regione, secondo i dati Istat elaborati da Confartigianato e Cna, gli occupati sono 636.188. Ad assorbire il maggiore numero di lavoratori è il settore dei servizi con 389.635 addetti. Rispetto ad aprile del 2011 l’incremento è stato di 6.225 lavoratori. In crescita anche gli occupati in agricoltura: da 9.890 a 14.797 (+4.907). A mostrare la corda sono i settori manifatturieri e le costruzioni. Nelle aziende industriali ed artigiane delle Marche, gli occupati sono passati da 255.386 mila a 231.756. In dodici mesi si sono persi ben 23.630 posti di lavoro di cui più di 11 mila nelle aziende edili. La fuga dal lavoro colpisce soprattutto i lavoratori autonomi, gli artigiani e le partite Iva che vedono il loro numero ridursi da 174.088 a 163.110 (- 10.978 ). Sono questi a far impennare il tasso di disoccupazione, che è passato dal 6,6 all’8,9 per cento. Ad essere senza lavoro sono il 7,2 per cento degli uomini e l’11 per cento delle donne e, secondo Confartigianato e Cna, il trend negativo continuerà anche nei prossimi mesi. “E’ urgente” affermano Fortuna e Picciaiola “sbloccare gli appalti pubblici di Erap, Regione e Asur e pagare subito i crediti verso le imprese. Solo attraverso questi provvedimenti ed il superamento della stretta del credito, le imprese avranno liquidità sufficiente per investire e prevedere nuove assunzioni. Altrimenti i disoccupati marchigiani potranno solo aumentare, mettendo a rischio non solo il modello produttivo della nostra regione ma anche la tenuta del nostro sistema sociale”.

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