L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

lunedì, 15 luglio 2019

Cantare per un sogno. Serena Abrami e il suo "Lontano da tutto" si raccontano a L’Indiscreto

Quanto è lunga la strada verso il successo? Quali sono le difficoltà, gli incontri, le esperienze che segnano questo cammino? E soprattutto quanto vale un sogno e quanta passione e dedizione sono necessari per raggiungere una meta? Ce ne parla Serena Abrami, giovanissima cantante civitanovese che, dopo la partecipazione alla sessantunesima edizione del Festival di Sanremo nella categoria giovani, si racconta all’Indiscreto e ci parla della sua storia e dei suoi progetti.

Partiamo da Sanremo. Ci racconta qualcosa di questa esperienza? Sanremo è una grande opportunità: un palco affascinante e la certezza dell’uscita dell’album (il mio si chiama “Lontano da tutto”, come la canzone). Attorno a questo evento si sviluppa una settimana frenetica, con giornate piene di interviste e di attività promozionali. Si arriva alla sera stanchissimi! 

Cosa si prova a figurare su un palco come quello dell’Ariston a fianco dei più noti personaggi della musica italiana? Un’emozione indescrivibile. Il palco non è grande ma si ha l’impressione che vi sia passata la storia. La prima sera mi tremavano le gambe e la voce… ma il bello è anche questo. 

Niccolò Fabi ha scritto “Lontano da tutto” per te. Quanto sente sua questa canzone e quanto c’è di suo? La canzone mi appartiene dal primo ascolto. Non l’avrei cantata se non l’avessi sentita mia, credo che un cantante debba dare voce solo a ciò che sente. In una relazione non dimenticarsi dei propri spazi è indispensabile per vivere bene con l’altro.

Ha girato il video di “Lontano da tutto” con Rocco Papaleo. Com’è nata questa collaborazione e come è stata questa esperienza? La collaborazione è nata in seguito al prezioso coinvolgimento dell’attore Paolo Briguglia, che recita accanto a me nel videoclip. Paolo ha voluto sottoporre l’album a Rocco, se lui l’avesse apprezzato, l’avrebbe chiamato alla regia. Per fortuna così è stato. Per Rocco il mondo del videoclip è un terreno inesplorato e si è voluto mettere in gioco con tutti noi. La sua professionalità e creatività sono stati determinanti per aumentare la suggestione della canzone, riempiendola di poesia e tocchi cinematografici. I luoghi appartengono tutti al nostro territorio, Rocco ama questi posti e ha voluto fortemente che il video fosse girato qui. 

Negli ultimi anni sono stati molti i volti che si sono imposti nel panorama musicale partendo da una piattaforma televisiva. Che ne pensa e quanto la sua partecipazione a X-Factor ha inciso sul suo percorso? Quattro puntate di X- Factor si aggiungono alle esperienze che mi hanno formata sin da quando ho iniziato a cantare. Ho conosciuto lì Ivano Fossati, da quell’incontro è iniziato il lavoro che ha portato dopo due anni alla realizzazione di questo mio primo album. Mettersi in discussione in vestiti che non ti appartengono è utile per capire ancora meglio ciò che si vuole. Il palco di un talent ti rende visibile in diretta nazionale ed è una terapia d’urto molto forte, ma non è nulla se alla base non ci sono “gavetta” e un serio progetto iniziato sin da prima. 

Canta da quando era molto piccola. Quando ha deciso di fare della sua passione uno stile di vita? Non lo si decide. Un giorno ci si accorge che la musica è il perno attorno al quale si sviluppa tutto il resto. 

Il suo talento e le sue capacità canore sono indiscusse. Quali sono le altre doti che servono per ritagliarsi un posto nello spettacolo? Le capacità canore sono ancora da coltivare e crescere, come altri aspetti. In primis l’imparare a saper argomentare sinteticamente e il saper comprendere a naso le situazioni buone e quelle invece da evitare. Bisogna sapersi mettere in gioco, anche quando la musica diventa un contorno.

Ora, quali sono le persone di cui non vorresti fare a meno in questo momento? Sicuramente la mia famiglia e i musicisti che suonano con me.

Nel suo successo che ruolo hanno avuto la sua regione, la sua città e la sua gente? Le Marche insegnano a lavorare per quello a cui si tiene, la cosidetta “tigna” (la cocciutaggine, insomma) è stata indispensabile nei momenti negativi. La nostra regione è molto ricca dal punto di vista culturale e musicale. La realtà provinciale che si respira nutre creatività e flessibilità, anche se ogni tanto si avverte la carenza di posti e di situazioni in cui potersi esprimere. La mia città, Civitanova Marche, e la Regione hanno anche contribuito a finanziare il videoclip “Lontano da tutto”.

Com’è cambiata la sua vita adesso e quali sono i suoi progetti per il breve e per il lungo periodo? La mia vita è sempre la stessa, perché sono sempre le stesse le persone che ne fanno parte. E’ vero che ci sono molte più cose da fare e devo ancora imparare a gestire al meglio il mio tempo. Il progetto a breve termine è un’intensa promozione dell’album, di cui auspicabile seconda tappa è l’uscita di un album di undici tracce. Quello a lungo termine è la possibilità di continuare a fare la musica che amo, andando avanti un passo alla volta.

Che consiglio vuole dare a tutti quelli che hanno la sua stessa passione per il canto? Di cantare innanzitutto per se stessi, dedicandovi cura e tempo. Di prendere tutto ciò che arriva o si conquista senza manie di arrivismo, ma sempre con divertimento. Ringraziamo Serena per la sua disponibilità, la sua naturalezza e la sua umiltà, per averci dimostrato quanto sia importante credere fino in fondo nelle proprie idee e coltivare i propri sogni, senza scoraggiarsi e senza perdere di vista i propri obiettivi, ma anche le proprie origini. Foto di Marco Tamburrini www.marcotambu.it

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