L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

mercoledì, 20 novembre 2019

Sbranati dai lupi mille animali

Nel 2012 sono stati uccisi dai lupi circa un migliaio tra pecore, vitelli e cavalli e la situazione ora rischia di precipitare considerato che dal 1° gennaio scorso gli allevamenti sono senza copertura degli eventuali danni. E’ quanto afferma la Coldiretti Marche, sulla base di un’analisi su dati regionali sui danni causati dalle incursioni nelle aziende. Dopo che nel 2012 gli indennizzi hanno raggiunto la cifra di 150mila euro, dal 1° gennaio scorso è di fatto decaduta la validità dell’ultima delibera della giunta regionale in materia, lasciando di fatto le aziende “scoperte”. Una situazione che sta creando un certo allarme nelle campagne, sottolinea Coldiretti, anche in considerazione del fatto che l’ultimo provvedimento della Regione in materia aveva già rivisto al ribasso gli importi previsti dalla legge, dimezzandoli. Gli allevatori che hanno un animale ucciso dai lupi si vedono così rifondere una minima parte del valore dell’animale, oltre a dover pagare di tasca propria lo smaltimento della carcassa. E le aziende non hanno ancora ricevuto gli indennizzi della seconda metà del 2011. “Una situazione ormai insostenibile per i nostri allevamenti – sottolinea Giannalberto Luzi, presidente di Coldiretti Marche –. Quello che vogliamo non sono gli indennizzi bensì la sicurezza di non avere i danni e ciò sarà possibile solo investendo sulla prevenzione”. Un esempio positivo in tal senso è il caso del recinto sperimentale anti-lupo realizzato da un’azienda di Monte Cavallo, in collaborazione con la Coldiretti Macerata, il Comune, la Regione Marche e l’Assam.

Alla presenza del lupo nelle Marche, è stato dedicato questa mattina un incontro in Regione. I dati sono stati raccolti nell’ambito di un programma attuato dall’assessorato all’Ambiente della Regione Marche, sulla base del Piano nazionale del ministero dell’Ambiente-Ispra.  In particolare, il territorio è stato diviso in tre macroaree (nord, centro, sud), con i Parchi capofila: Parco Regionale del Sasso Simone e Simoncello (Riserva Statale del Furlo, Provincia di Pesaro e Urbino); Parco Regionale Gola della Rossa e Frasassi (Comunità Montana dell’Esino-Frasassi, Provincia di Ancona); Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga, Provincia di Macerata. Hanno inoltre fornito il proprio apporto il Corpo Forestale dello Stato, l’Istituto Zooprofilattico Umbria-Marche e l’Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra) che, in particolare, ha svolto indagini genetiche. Una seconda fase del programma è in fase di avvio per il triennio 2013-2015 con la finalità di proseguire nelle indagini e fornire indicazioni gestionali correlate alla distribuzione del lupo nel nostro territorio. A questo riguardo, alla rete di soggetti sopra indicati si sono aggiunti il Parco del Conero, le Provincie di Ascoli Piceno e di Fermo con proprie risorse finanziarie e umane. Durante l’incontro è emerso che l’abbandono della montagna da parte dell’uomo e l’abbondanza di cibo sono stati i fattori determinanti che hanno portato il lupo da specie particolarmente protetta per il rischio estinzione, alla diffusione registrata attualmente.

Nelle Marche secondo una stima che prende in considerazione un periodo di 16-18 mesi, gli individui presenti sarebbero 137 – 155. E’ emersa quindi l’esigenza di bilanciare la protezione del lupo con quella di altre specie di selvaggina e con le attività umane, a cominciare dall’allevamento. Di qui i progetti dell’Assam per la prevenzione, come i dissuasori, le recinzioni, la guardia attraverso i cani e il ristoro dei capi abbattuti. Sfatati anche timori antichi legati al lupo, a memoria d’uomo infatti non si registrano attacchi alle comunità umane, mentre nel marzo dello scorso anno fece scalpore il ritrovamento di un giovane maschio di lupo trovato morto in A14 in zona Montemarciano.

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