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lunedì, 14 ottobre 2019

Marche, 90 mila domande di indennità di disoccupazione nel 2012

Per le Marche e il lavoro, il 2012 si conferma l’anno peggiore dall’inizio della crisi. Un bilancio drammatico per lavoratori e aziende che ormai non ce la fanno più. E’ quanto emerge dagli ultimi dati dell’INPS Marche sul ricorso agli ammortizzatori in deroga ed elaborati dall’Ires CGIL Marche. Nel 2012, alle ore di cassa integrazione richieste, prepotentemente cresciute fino a superare la cifra record di 38 milioni, equivalenti al mancato lavoro di 21mila persone, si sommano i numeri ancora più drammatici di coloro che il lavoro lo hanno già perso.

Nell’anno che si è da poco concluso, sono pervenute all’INPS quasi 90 mila richieste di indennità di disoccupazione o mobilità, ovvero 13.200 in più rispetto al 2011 (+17,3). L’incremento ha interessato l’intero territorio marchigiano ed è stato particolarmente significativo nelle zone di Urbino, Fabriano, Senigallia, Fano, Fossombrone, Tolentino.

Si tratta in particolare di 58.700 domande di indennità di disoccupazione ordinaria, ben 11.700 in più rispetto all’anno scorso (+24,9%) e 23.300 domande di disoccupazione a requisiti ridotti, 800 in più rispetto allo stesso periodo del 2011 (+3,8%). Ai numeri di coloro che perdono il lavoro a causa di licenziamenti individuali o per la scadenza del termine del contratto si aggiungono quelli di coloro che sono stati licenziati a seguito di licenziamenti collettivi secondo la Legge 223/91: hanno richiesto l’indennità di mobilità oltre 7.200 lavoratori e lavoratrici, in netto aumento rispetto al 2011: oltre 600 in più (+9,7%).

“Questi numeri descrivono un sistema produttivo frantumato dagli effetti della crisi e parlano della condizione ormai insostenibile per migliaia di lavoratori e lavoratici rese ancora più gravose dalle scelte normative degli ultimi anni” – dichiara Daniela Barbaresi, segretaria regionale CGIL Marche - .Per questo serve avviare un'opera di vera e propria ricostruzione alla quale la CGIL contribuirà con la presentazione, nei prossimi giorni, del suo Piano del lavoro”.Peraltro, aggiunge Barbaresi, “occorre ricordare che, dal primo gennaio, ci sono le nuove misure previste dalla Legge 92/2012 (legge “Fornero”), Aspi e MiniAspi. Per quanto riguarda quest’ultima, se da un lato è positivo il fatto che viene erogata subito anziché l’anno successivo, come avveniva per l’indennità di disoccupazione a requisiti ridotti, dall’altro, la sua durata, pari alla metà delle settimane di contribuzione, determina un abbassamento sensibile degli importi percepiti dai lavoratori rispetto alla disoccupazione a requisiti ridotti (circa -20%)”.

Secondo la Cgil, penalizzazioni si scontano anche per la contribuzione figurativa, “con l’aggravante – sottolinea Barbaresi - che ciò accade per i lavoratori precari e con lavori discontinui. Inoltre, il requisito di 13 settimane di contribuzione, anziché 78 giornate, può escludere ulteriormente coloro che hanno periodi di lavoro discontinui e un’accentuata frammentazione lavorativa” . Rimane infine drammaticamente aperto, per la CGIL, il problema dei lavoratori licenziati da aziende fino a 15 dipendenti, non essendo stata prorogata nella Legge di Stabilità la possibilità per tali lavoratori di iscriversi nelle liste di mobilità non indennizzata previste dalla Legge 236/93, con sgravi contributivi per le aziende che li assumono: ciò penalizza ulteriormente lavoratori e imprese già pesantemente colpiti dalla crisi, rendendo ancora più difficili le assunzioni..

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