L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

martedì, 15 ottobre 2019

Eletrodotto e ospedale Cagli, doppia protesta davanti sede della Regione

Protesta in Regione contro l'eletrodottoDue manifestazioni, questa mattina, davanti all'Assemblea legislativa, riunita anche per scegliere i grandi elettori (leggi articolo).

Cartelli, striscioni e slogan contro il progetto dell'elettrodotto Terna Teramo-Fano e contro la riconversione dell'Ospedale di Cagli (interessati i Comuni di Acqualagna, Apecchio, Cagli, Cantiano, Frontone, Piobbico e Serra Sant’Abbondio). Entrambe le delegazioni sono stati state ricevute dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale e dai capigruppo consiliari.

 

“La riconversione dello stesso ospedale in Casa della salute, con il taglio di tutti i posti letto – ha detto il sindaco di Cagli, Patrizio Catena – è una decisione che lede il diritto alla salute in tutta la provincia di Pesaro”. Dello stesso parere l’assessore provinciale Domenico Papi – presente anche il Presidente della Comunità montana del Catria e del Nerone, Massimo Ciabocchi - che ha evidenziato come, senza una revisione del provvedimento, andrà sempre più ad incrementarsi la mobilità passiva. La riforma sanitaria marchigiana, nel suo complesso, è attualmente all’esame della quinta Commissione consiliare, presieduta da Francesco Comi, ed il parere finale, come confermato nel corso dell’incontro, dovrebbe arrivare entro tre settimane. Intanto il Comitato per la difesa dell'ospedale organizza una manifestazione anche a Cagli: appuntamento sabato 13 alle 10 in piazza Matteotti per chiedere "che i tagli si facciano guardando i numeri giusti, quelli della viabilità di un territorio difficile, dell'età media della popolazione o del costo della mobilità passiva in una zona di confine con l'Umbria, ma anche con la Romagna e la Toscana".

Prima di questo incontro, la Conferenza dei capigruppo ha ricevuto i sindaci ed i rappresentanti dei Comitati che si oppongono alla realizzazione dell’elettrodotto Fano – Teramo. Ritenendo la realizzazione dell’impianto “mortificante per il territorio” e dopo aver posto al centro dell’attenzione tutte le conseguenze negative derivanti dalla sua messa in essere, i presenti hanno chiesto la revoca della delibera 689 del 2007, non mancando di ricordare la risoluzione votata in Consiglio nello scorso mese di febbraio. Da parte sua il Presidente del Consiglio ha garantito il proprio interessamento presso gli assessorati competenti, mentre quello della Commissione ambiente, Enzo Giancarli, ha ipotizzato una riunione della stessa Commissione interamente dedicata all’argomento.

 

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