L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

mercoledì, 23 ottobre 2019

Marche vestite di rosso. Lo sciopero della Cgil incassa percentuali che sfiorano anche il 90%

Piazze marchigiane vestite di rosso per lo sciopero generale organizzato dalla Cgil. Ad ANCONA, un gruppo di studenti universitari sono saliti sulla terrazza del palazzo dell'assemblea legislativa delle Marche ed hanno appeso uno striscione, con su scritto “Soldi, reddito, borse di studio, futuro”. La protesta dei movimenti studenteschi di Macerata e Urbino si inserita all'interno dello sciopero generale. Dopo il blitz in consiglio regionale, gli studenti hanno raggiunto il corteo della Cgil. Durante la mattina, i manifestanti hanno bloccato la strada alla Rotatoria di Via Marconi e vicino alla Galleria San Martino (nonostante i disagi per il traffico, i manifestanti venivano applauditi dagli automobilisti). Lo spezzone Uniti per lo Sciopero, composto da oltre 1.000 studenti, precari e lavoratori dei movimenti sociali si è infine riunito con tutto il corteo e con la FIOM che manifestava davanti a Fincantieri per poi muoversi verso il palazzo del Comune. Una delegazione di operai della FinCantieri è stata fatta entrare per calare uno striscione mentre nel frattempo veniva nuovamente bloccato il traffico. Giorgio Cremaschi della segreteria nazionale FIOM è intervenuto sottolineando che "La grande giornata di lotta di oggi non è la fine ma solo l'inizio di una nuova stagione di cambiamento, uniti nel rifiuto del ricatto della precarietà"

 

MACERATA. Un migliaio di persone provenienti da tutta la provincia ha partecipato alla manifestazione che si è svolta a Macerata per presentare le motivazioni dello sciopero di 8 ore indetto dalla CGIL. La città è stata “risvegliata” dai canti e dagli slogan dei partecipanti, accompagnati da una scenografia coinvolgente, che aveva nella molteplicità di colori e bandiere il suo cuore. La nota più evidente: la saldatura fra i lavoratori, i pensionati e gli studenti, con quest’ultimi che hanno partecipato in massa, segno evidente che fra le giovani leve c’è preoccupazione per il futuro e la consapevolezza che occorre lottare contro chi cerca di smantellare lo stato sociale. E proprio da queste considerazioni è partito Aldo Benfatto, il Segretario Generale della CGIL di Macerata che, nell’intervento di apertura in Piazza Vittorio Veneto (tenuto al termine del corteo che ha attraversato il centro storico dopo essere partito dal Monumento ai Caduti) ha detto: “Il nostro Sindacato è vivamente preoccupato per i segnali che provengono dal mondo del lavoro. I disoccupati sono aumentati notevolmente, così come il ricorso alla cassa integrazione. Secondo l’ISTAT, nella provincia di Macerata, dal 2008 al 2010, sono stati persi 5.000 posti di lavoro dipendente. Il precariato rappresenta l’88 % delle nuove assunzioni. L’artigianato e la piccola impresa sono in difficoltà sul piano finanziario e fanno sempre più fatica ad andare avanti. In alcune aziende i lavoratori vedono messi in discussione i propri diritti”. Lo sciopero e tutte le iniziative messe in campo dalla Cgil in questi mesi hanno avuto l’obiettivo di dare una scossa al Paese e chiedere una revisione della politica economica in grado di rilanciare l’occupazione e, con essa, la produzione ed i consumi, eliminando, al contempo, le disuguaglianze. “Sono troppi, oggi – ha concluso Benfatto - i ricchi che sono sempre più ricchi, mentre aumentano in modo esponenziale coloro che vivono sotto la soglia di povertà”. “Riportiamo al centro del dibattito nazionale – ha dichiarato a sua volta Roberto Ghiselli della segreteria regionale CGIL – la questione fiscale. Non è credibile un Governo che dice di non mettere le mani in tasca agli italiani e poi incrementa il ricorso alle imposte dirette ed indirette (come le accise sulla benzina) ed obbliga Regioni e Comuni a tagliare servizio o aumentare le tariffe per far fronte alla riduzione dei trasferimenti statali. Il tutto, mentre si rifiuta di tassare le rendite improduttive e le transazioni finanziarie e, addirittura, si premia chi ha esportato capitali all’estero. Non è possibile tollerare queste disparità. E’ necessario far pagare tutti e con aliquote proporzionate – ha concluso Ghiselli – in modo da avere le risorse necessarie, senza far ricorso a stangate e tagli, che finiscono per gravare solo sulle spalle dei redditi fissi e non su quelle dei furbetti”. Sono intervenuti diversi lavoratori pubblici e privati e uno studente in rappresentanza dei tanti giovani presenti. “Non dimentichiamoci neppure dei pensionati – ha aggiunto Antonio Marcucci, il Segretario provinciale dello SPI-CGIL – che fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese ed a pagare anche le bollette e che hanno ormai prosciugato anche i pochi risparmi che avevano per aiutare figli e nipoti disoccupati o precari. Pensate ai non autosufficienti – ha concluso Marcucci – a cui sono stati tolti anche i 400 milioni che erano stati stanziati per loro…”. .

PESARO Striscioni, bandiere e musica, diffusa attraverso un camion: sono stati circa 500 gli studenti che hanno partecipato, questa mattina, allo sciopero generale promosso dalla Cgil. Un corteo colorato e rumoroso, che si e' integrato per le vie del centro cittadino con i lavoratori mobilitati dal sindacato. Oltre duecento erano gli studenti provenienti dagli istituti superiori di Fano e Urbino, che sono arrivati noleggiando alcuni autobus. In piazza del Popolo, gli studenti hanno distribuito migliaia di volantini e adesivi contro i provvedimenti del ministro della Pubblica istruzione.

ASCOLI PICENO. Migliaia di persone anche ad Ascoli. Dopo aver percorso le principali vie del centro cittadino, il corteo formato da operai, studenti, donne, precari, ma anche impiegati e lavoratori di ogni settore, è arrivato in Piazza Simonetti, davanti la sede della Prefettura e della Provincia. Numerosi interventi, compreso quello del segretario provinciale Giancarlo Collina, che ha attaccato il governo e soprattutto accusato l'Amministrazione provinciale di Ascoli di essere "completamente assente" rispetto alla drammatica crisi industriale e occupazionale del territorio piceno.

 

Cgil Marche soddisfatta per l’ adesione allo sciopero di oggi di otto ore. In tutte le Marche sono state organizzate cinque manifestazioni, una per provincia. Ad Ancona, il corteo, partito da piazza Ugo Bassi, ha percorso Corso Carlo Alberto per poi raggiungere lo stabilimento di Fincantieri, eletto a simbolo della crisi locale, dove si è tenuto il comizio finale con Alberto Morselli, segretario generale Filctem Cgil. “Abbiamo bisogno di fatti concreti, basta con i continui rinvii – ha detto Morselli chiudendo la manifestazione ad Ancona -. Chiediamo che siano aumentati i redditi per far crescere i consumi, occorre fare in modo che le imprese trovino credito per lo sviluppo. Si continua a usare la crisi per togliere i diritti”. Il segretario Cgil di Ancona, Marco Manzotti ha sottolineato che “la Cgil vuole rimettere al centro il lavoro” e che “la crisi continua a creare problemi per l’occupazione”. Quindi, sono stati citati i casi dell’Antonio Merloni e di Fincantieri “ma altre crisi sono in atto”. Tanti i giovani presenti ad Ancona con le adesioni tra gli altri di Gulliver, Agorà Urbino, Rete studenti medi di Ascoli e Pesaro, l’Adi. Hanno aderito anche il Sigim, il coordinamento precari Flc Cgil, Sel, Giovani democratici, il Pd, Anpi e molte altre associazioni. Tra le aziende della provincia, al Crn e Isa di Ancona l’adesione allo sciopero è stata tra il 90 e il 95%, alla Fiat Cnh di Jesi tra il 70 e il 75%, all’Indesit di Albacina il 65%, a quella di Melano il 55%. Alla Best di Cerreto il 70%, alla Nuova Maip il Fermo75%. Alla Glabo Group (edili) ha aderito il 60%, allo Sma deposito il 70%, allo Sma di Falconara il 70%, alle Officine Fs il 65%; all’Istituto comprensivo Mercatini di Senigallia il 40%, all’Istituto d’arte di Ancona il 40%. In provincia di Pesaro, alla Berloni hanno incrociato le braccia tutti i lavoratori dei siti produttivi per i quali l’azienda ha previsto la cessazione di tutte le attività, alla Tvs ha aderito l’80%, alla Biesse il 50%, all’Alluflon l’80%; al Comune di Pesaro hanno scioperato 200 dipendenti mentre al Comune di Fano il 30%. In provincia di Macerata, alla Tombolini ha scioperato il 60% dei lavoratori, alla Tgs di Recanati (gruppo Sma) il 50%, alla Ciet impianti Spa di Sforzacosta il 100%. In provincia di Fermo, alla Tecnofilm del 100% come alla Laterizi Branella, alla Metaltex l’80%. Infine, in provincia di Ascoli Piceno, all’Ipercoop di San Benedetto l’adesione è stata del 90%, alla Prysmian di Ascoli tra l’85 e il 90%, alla Barilla il 60%. E ancora: alla Bollettini (ortofrutta) il 100%, a Futurama il 100%, alla Ykk (metalmeccanici) il 70%.

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