L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

martedì, 15 ottobre 2019

Trasporti pubblici. Sforbiciata del 75%. Spacca non ci sta: "Riconsegno le deleghe al Governo"

Dopo la Conferenze delle Regioni, che si terrà giovedì, il presidente delle Marche Gian Mario Spacca, assieme agli altri governatori italiani, riconsegnerà al governo - nella persona del ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto - i contratti stipulati dagli enti locali nel settore del trasporto pubblico locale L’ammutinamento era già stato annunciato dal presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni Vasco Errani dopo che il governo aveva dichiarato di porre la fiducia al testo della manovra economica, chiudendo di fatto lo spazio per ogni possibile trattativa. “I dati – ha dichiarato Spacca – sono eloquenti: nelle Marche i finanziamenti per i trasporti passeranno dai 105 milioni di euro del 2010 a 30 milioni per il biennio 2011-12, con una sforbiciata del 75%. Le Ferrovie dello Stato si vedranno tagliare i fondi per 30 milioni (portando il totale a 10) e le Provincie subiranno addirittura l’azzeramento totale dei fondi a disposizione. Tagliando i servizi fondamentali si colpiscono solo le fasce più deboli e si mina la coesione sociale.” Gli enti locali, è questo il messaggio, non ce la fanno più: da giovedì sarà il governo nazionale il primo interlocutore diretto per ogni questione del trasporto pubblico. Spacca ha puntato il dito contro il doppiopesismo governativo: “Se poniamo gli interventi contenuti nella manovra pari a 100, il 60% è composto di tagli alle regioni, e questo è semplicemente inaccettabile se si pensa che nell’ultimo biennio lo Stato ha espanso la spesa pubblica del 3%, mentre le Regioni l’hanno tagliata dell’8%: così si puniscono i virtuosi.” Il problema, in realtà, è anche di ingegneria costituzionale: se infatti la nostra carta fondamentale, così com’è stata riformata nel 2001, riconosce agli enti regionali competenze specifiche (tra cui proprio quelle nei trasporti locali), non fornisce loro nessuno strumento fiscale significativo con cui emanciparsi dai cordoni della borsa dello Stato centrale, da cui si trova a dipendere. Allo stesso modo, tecnicamente, non esiste un meccanismo legale con cui le regioni possano restituire le competenze ricevute, ma il gesto di giovedì ha certamente un alto valore in termini di espressione del dissenso e certo non potrà essere ignorato. M.L.

 

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