L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

lunedì, 14 ottobre 2019

Consiglio Regione Marche. No al vitalizio. Arrivano le prime rinunce

L'intenzione c'è. Ora resta da vedere chi rinuncerà. Ieri, l'Assemblea legislativa delle Marche ha approvato un emendamento all'assestamento di bilancio, presentato dal vice presidente Giacomo Bugaro, del Pdl, con il quale viene data a ciascun consigliere "la facoltà di rinunciare al vitalizio''. L'emendamento ha conquistato 36 voti. Nessun contrario e nessun astenuto. Eentro 30 giorni, dunque, i consiglieri regionali possono decidere se rinunciare oppure no al vitalizio.

 

Tra i primi a rinunciare il vice presidente dell'Assemblea legislativa Giacomo Bugaro (Pdl), Dino Latini (Api) e Giovanni Zinni (Pdl).

Sempre durante il consiglio,  il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, èi intervenuto sul patto di stabilità regionale. "Stiamo attraversando una fase di grande difficoltà che riguarda tutto il Paese. Siamo ancora sotto la lente dell'Unione europea e nel vertice di domenica a Bruxelles e` stato esplicitamente richiesto a tutte le istituzioni italiane uno sforzo per rafforzare la coesione ed affrontare la crisi. La Regione Marche, in questo scenario, ha ritenuto di dover fare la propria parte, adottando questo provvedimento in favore di cittadini ed imprese'. All'interno dell'assestamento di bilancio, è prevista la misura con cui la Regione rinuncia a parte della propria capacità di spesa a favore di Comuni e Province, che potranno beneficiare così di 90 milioni di euro. Beneficiari del provvedimento saranno tutti e 72 i Comuni interessati dal patto di stabilita` (quelli cioè sopra i 5.000 abitanti) ad eccezione di quelli che hanno presentato richiesta in ritardo sulla base della normativa nazionale. "Grazie a questo provvedimento - ha sottolineato Spacca - consentiamo a Comuni e Province di corrispondere al 60% dei loro bisogni, rendendo disponibili 90 milioni di euro sui 150 (58 per le Province, 94 per i Comuni) che rappresentano il totale delle loro necessita`, di realizzare nuove opere nei loro territori e di pagare le imprese che ne hanno già costruite. Tutto questo non sarebbe altrimenti possibile visto che su di essi pende la spada di Damocle dei vincoli stringenti del patto di stabilità nazionale. Comuni e Province - ha concluso - avevano formulato ripetutamente una richiesta in tal senso. Il patto di stabilita` regionale e` un atto di solidarieta`, molto oneroso per la Regione ma particolarmente utile per la comunita` marchigiana di cui ci auguriamo che sindaci e Province comprendano l'importanza'.

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