L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

mercoledì, 20 novembre 2019

Impresa Pesca Marche, distretti autogestiti da pescatori contro la scrisi

Distretti autogestiti dai pescatori per superare la crisi dei redditi (-14 per cento) e dei consumi (-6 per cento) che rischia di lasciare a terra le marinerie adriatiche. E' la proposta di ImpresaPesca Coldiretti Marche alla vigilia dell'incontro in programma domani, mercoledì 16 febbraio ad Ancona, del Comitato straordinario degli alti funzionari dell'Iniziativa adriatico ionica (Iai), il progetto per la creazione della macroregione che vedrà la presenza del commissario europeo per gli affari marittimi, Maria Damanaki, del sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, e del presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca. "Il modello è quello dei consorzi per la gestione dei molluschi bivalvi che in questi anni hanno ottenuto risultati importanti sul fronte della tutela della produzione ittica - spiega Tonino Giardini, presidente di ImpresaPesca Coldiretti -. Un distretto del centro Adriatico autogestito dai pescatori darebbe la possibilità non solo di difendere le risorse del nostro mare ma permetterebbe anche una migliore amministrazione del periodo di fermo biologico". Una proposta pienamente compatibile con l'indirizzo "macroregionale" che domani sarà sul tavolo dei lavori nel capoluogo dorico, presso la sede della Regione. Secondo ImpresaPesca Coldiretti occorre intervenire subito per evitare un vero e proprio collasso delle marinerie sia marchigiane che dell'intero Adriatico. La crisi interessa oggi sia il settore del pesce bianco che quello azzurro. Se il primo ha visto un calo produttivo e dei prezzi, il secondo stenta addirittura a trovare spazio sul mercato. Una situazione tanto più grave se si considera che le Marche sono la terza regione italiana per produzione di pesce (25mila tonnellate, quasi l'11 per cento del totale nazionale) e per ricavi, con 115 milioni di euro (il 10 per cento del fatturato tricolore complessivo). Secondo ImprescaPesca Coldiretti, le imbarcazioni impegnate oggi sul territorio sono 885, mentre la top-ten delle produzioni è guidata dalle vongole (7.256 tonnellate), seguite da acciughe, naselli, pannocchie, triglie, seppie, sardine, lumachini, totani, murici. Discreta anche la produzione di cozze. Quelle che hanno fatturati significativi sono ancora le vongole (20.250.000 euro), davanti a pannocchie, scampi (il prodotto comunque più caro), sogliola, nasello, seppie, acciughe, triglie, lumachini, rana pescatrice.

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