L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

sabato, 20 luglio 2019

"La Giunta Spacca è stata un disastro". Scoppiano fuochi d'artificio tra Pdl, Pd, Idv e Udc

Un ''gigantesco sforzo di immagine'' dietro al quale non c'e' ''un'idea'' per uscire dalla crisi e guidare una regione a forte vocazione manifatturiera. Una governance sanitaria ''caotica'', nessuna azione concreta per ridurre i costi della politica, mentre sulla ''voragine'' della Svim c'e' totale silenzio. Per il Pdl delle Marche, alla giunta e al presidente Spacca servirebbe uno ''spirito alla Monti'' per portare la regione fuori dal pantano. Parole - si leggono sull'Ansa -  di Remigio Ceroni, Carlo Ciccioli, Francesco Massi in conferenza stampa durante la quale hanno annunciato che sono circa 15 mila gli iscritti al Pdl nelle Marche, stando ai dati del tesseramento, non ancora ufficiali.

Immediata la replica dell'On. David Favìa, il segretario regionale IdV Marche, Palmiro Ucchielli, segretario regionale Pd Marche e Antonio Pettinari, segretario regionale UdC Marche: "Siamo sbalorditi di fronte alle parole del Pdl che, parlando della crisi che fa soffrire le Marche, accusa la Regione Marche di essersi attrezzata male e tardi, quando i tagli del precedente governo Berlusconi hanno reso difficilissima ogni manovra, togliendo fondi preziosi come l’aria ad ogni settore della vita dei cittadini: dai trasporti alla sanità, dal lavoro alla pubblica sicurezza. Il Pdl snocciola presunte insufficienze dell’esecutivo regionale? E noi li bocciamo su tutta la linea accusando il loro partito di essere stato pessimo amministratore a livello nazionale e pessima minoranza, capace solo di criticare e mai di costruire, a livello regionale. E anche menzognero, perché sul Piano Casa e sul rigassificatore, non sono serviti i voti dell’opposizione, in quanto la maggioranza è stata comunque autosufficiente, mentre è la minoranza che, fino a prova contraria, ha perso pezzi. E non blateri, l'opposizione, di Governo Monti nelle Marche: qui c'è una maggioranza politica che lavora bene e che non ha bisogno del sostegno del PDL. Nonostante questo la maggioranza e il governo della Regione Marche possono vantare, al proprio attivo, grandi passi avanti per la realizzazione della Macroregione Adriatico Ionica che consentirà di creare un consorzio economico sociale e culturale preziosissimo per le nostre imprese e per il terziario; lavori infrastrutturali in corso per 5 miliardi di euro; ottimi risultati nel campo dell’internazionalizzazione; accordi con sindacati e associazioni di categoria per mettere in campo misure anticrisi sempre più robuste e concrete attraverso la messa a disposizione di contributi economici; e una sanità tra le più virtuose in Italia. A fronte di questi ottimi risultati nonostante i tagli da mannaia del precedente governo, il Pdl si permette di dire che la crisi che fa soffrire le Marche sarebbe responsabilità dell'inattività della maggioranza e della Giunta regionale. Dare la colpa ai 15 anni di governo del centro-sinistra è assurdo, se solo si pensa alla tenuta della coesione socio-economica delle Marche, nonostante le pessime decisioni che nello stesso arco di tempo sono state calate dall’alto da un governo nazionale delle destre sordo alle richieste di Regioni e cittadini e occupato solo a fare i propri comodi. E mentre a livello nazionale nessuno della maggioranza di destra lavorava per i cittadini, la Regione faceva tutto il possibile e continua a farlo. Basti pensare che nonostante i tagli nazionali, il Bilancio 2012 mantiene invariata la pressione fiscale di competenza regionale, che nelle Marche è scesa nel tempo e risulta ora inferiore alla media italiana (dal 2004 le addizionali regionali Irpef e Irap sono state ridotte di -37%, da 169 a 105 milioni di euro e oltre i 2/3 dei cittadini marchigiani sono esentati dall’addizionale regionale Irpef). Per il 2012 la Regione nei settori extra-sanitari mette a disposizione della comunità marchigiana un ammontare di risorse proprie di circa 650 milioni di euro, in incremento rispetto all’anno precedente. Poi c’è il nuovo programma anti-crisi per l’occupazione con un fondo per ammortizzatori sociali in deroga, progetto casa intelligente per la longevità attiva e il fondo sviluppo PMI. Per i costi della politica e della burocrazia sono previste riduzioni su base pluriennale di -30 milioni di euro, con taglio di enti, cda, auto blu, strutture, missioni, retribuzioni e costi del personale. Il Governo regionale ha rinunciato inoltre a 92 milioni di euro di propria capacità di spesa a favore degli Enti locali marchigiani, per agevolare i pagamenti delle PMI che hanno già eseguito opere, prestazioni o hanno lavori in corso. Nell’ultimo triennio sono 30.000 i lavoratori coinvolti con contributi e contratti di solidarietà, stabilizzazioni, prestito d’onore, buoni studio, agevolazioni sanitarie, borse lavoro e incentivi per i giovani, Ci sono stati e ci saranno progetti per i precari e altri interventi a difesa del lavoro e della coesione, 45.000 sono stati i lavoratori protetti attraverso il fondo ammortizzatori sociali in deroga per le piccole imprese e 12.162 le PMI coinvolte con 502 milioni di finanziamenti garantiti attraverso il fondo regionale per l’accesso al credito. E’ stato sottoscritto dalla Regione un nuovo contratto con la Banca Europea degli Investimenti che mette a disposizione 200 milioni di euro per gli investimenti della comunità regionale. Il debito contratto è sceso dai 1070 milioni di euro del 2004 a 860 nel 2011 (-20%) e la riduzione del debito, anche complessivo, ha permesso una riduzione della spesa per interessi passivi di -25%, ponendo le Marche ai primi posti in Italia per tale risparmio (dati Corte dei Conti di agosto 2011). Sono stati infine recuperati 139 milioni di euro nell’ultimo quinquennio e prosegue l’azione di recupero nel 2012. Questi sono numeri. E pensiamo parlino da soli a fronte delle parole vuote e inutili di chi sa solo criticare e mai costruire".

Pellegrinaggio

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