L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

martedì, 15 ottobre 2019

Polveri sottili. Ancona, Macerata e Pesaro sono malate. Scarica il dossier

Polveri Sottili“Anno nuovo, problemi vecchi. Le città marchigiane non sfuggono ai controlli delle centraline di rilevamento di pm10 e si confermano malate d’aria”. È questo il commento di Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche, alla presentazione del dossier di Legambiente Mal’Aria e alle ultime notizie sullo stato dei lavori nei cantieri della Quadrilatero. Tra le 55 città italiane riportate nella classifica nazionale dei capoluoghi che nel 2011 hanno superato il limite di sforamenti di pm10 consentiti dalla legge (limite giornaliero di 50 microgrammi/m3 di polveri sottili per 35 giorni all’anno), non mancano le marchigiane. Ancona si piazza al 23° posto con la centralina di Via Bocconi che sfora ben 88 volte e nel 2012 ha già sforato 7 volte; segue Macerata, 42° con via Vittoria che conta 54 sforamenti e chiude Pesaro al 54° posto con 39 sforamenti in via Scarpellini. “Il recupero dei treni regionali rappresentano sicuramente una boccata d’ossigeno per le migliaia di cittadini che utilizzano quel servizio, ma ancora non vediamo una prospettiva di nuova mobilità in questa Regione, un cambio deciso di rotta – continua Quarchioni -. Il forte investimento sull’asfalto non ha lasciato margini di crescita alla strada ferrata, portando all’uso massiccio di mezzi propri e quindi all’aumento delle emissioni inquinanti e il congestionamento delle città. Gli investimenti regionali degli ultimi anni sono stati, infatti, quasi esclusivamente orientati al finanziamento della Quadrilatero che oggi rischia anche di restare incompiuta. Quelle che, secondo Legambiente, sono le soluzioni che permetterebbero l’uscita dall’empasse delle polveri sottili, come la metropolitana leggera di superficie e rafforzamento del sistema ferroviario, sembrano ancora un’utopia”. Infatti, come testimonia il rapporto Pendolaria 2011 di Legambiente, la Regione Marche nel 2011 ha investito lo 0,13% del bilancio regionale a favore del servizio pendolare, utilizzato per il finanziamento dei treni Minuetto, iniziato nel 2009, per 2,1 milioni di euro, e per i servizi aggiuntivi con 2,98 milioni.

“Gli investimenti della Regione confermano una tenuta nel servizio ferroviario e non una seria volontà di investire, anche culturalmente, nel trasporto pubblico locale. Crediamo invece – conclude Quarchioni -, che la soluzione all’inquinamento c’è ed è alla nostra portata, nonostante le difficoltà economiche del momento, ma richiede più coraggio da parte degli amministratori ed è questo che noi oggi chiediamo alla politica”.

In allegato il dossier completo

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